REAL VS FAKE : GUIDA PER RICONOSCERE LE YEEZY BOOST 350 V2

REAL VS FAKE : GUIDA PER RICONOSCERE LE YEEZY BOOST 350 V2

Articolo di

Redazione

Negli ultimi anni i replicatori di sneakers stanno diventando sempre più abili nel creare copie esatte delle vostre scarpe preferite e, in alcuni casi, risulta davvero difficile distinguere le originali dalle repliche, soprattutto per quanto riguarda le Yeezy Boost. Alcuni sono in grado addirittura di creare repliche di scarpe ancora non rilasciate, solo facendo affidamento alle immagini trapelate sul web. Non stupitevi quindi se vedete già in circolazione alcune paia di Zebra Stripe, Pirate Bred o Turtle Dove V2.

Nel corso di questa guida faremo luce su alcuni dettagli immancabili e imprescindibili che ogni Yeezy Boost 350 V2 Core Black/White originale deve avere, al fine di educarvi a individuare le fake a colpo d’occhio. Ma state sempre con gli occhi ben aperti e nel dubbio chiedete sempre il consiglio di qualche esperto. Avere più pareri sicuramente non guasta ed eviterete così di spendere centinaia di euro per l’acquisto di scarpe non originali.

1) BOX

Il box delle Yeezy Boost 350 V2 ha un bel 350 stampato sul top e la scritta BOOST impressa sul lato sinistro (guardandola con l’etichetta di fronte a voi). Sia davanti che dietro deve essere presente la seguente scritta: “YEEZY BOOST 350 MADE BY ADIDAS ADIDAS.COM/KANYE”. Sul fronte, però, l’etichetta del prodotto indicante modello, size e style code deve coprire la scritta MADE BY ADIDAS. Il colore del font deve essere di un bel marroncino cioccolato. I falsi solitamente hanno caratteri tendenti al marrone scuro, a volte addirittura nero.

Le parole devono avere i bordi nitidi e ben definiti; solitamente i box delle non autorizzate sono caratterizzati da scritte stampate male e non ben centrate. Attenzione inoltre al trefoil adidas situato in basso: deve essere perfettamente centrato rispetto alla scatola e bello definito.

Capita spesso di trovare all’interno del packaging delle Yeezy fake piccoli omaggi come adesivi, portachiavi e a volte anche calzini. Potreste trovare anche uno scontrino fasullo di un Foot Locker immaginario. Nulla di tutto ciò è compreso nel packaging delle paia originali, a meno che il vostro reseller sia particolarmente gentile e voglia farvi un regalo.

Una volta aperto il box (che deve essere necessariamente ad apertura scorrevole), la carta che avvolge le splendide Yeezy Boost 350 V2 dovrà apparirvi di color beige molto chiaro ed essere abbastanza lucida. Al tatto deve essere liscia e leggermente rigida. Abbiamo infatti visto sul web alcune paia di Yeezy V2 non autorizzate avvolte in cartine di dubbia qualità e molto leggere, quasi somiglianti alla carta velina.

2) ETICHETTA DEL BOX

L’etichetta del box deve avere le medesime informazioni riportate sul tag interno alla scatola: Size, Style Code e PO Number devono combaciare.

Abbiamo notato, inoltre, che esiste una differenza sostanziale tra le etichette dei box statunitensi e quelle internazionali. Quindi non vi preoccupate se avete acquistato le vostre Yeezy dagli Stati Uniti e l’etichetta adesiva non corrisponde con quella mostrata nella nostra foto.

Per le etichette internazionali vengono riportate tutte le size US, UK, EU, D, J e CHN e il codice riportato sotto il PO# si conclude con /V10. Per quelle statunitensi invece vengono riportate solo le taglie US, UK ed EU ed il codice sotto il PO# si conclude con /V02. Le scritte in quelle internazionali sono leggermente distaccate mentre in quelle statunitensi tutte ravvicinate.

Vi indichiamo di seguito gli style code per le varie colorazioni:

Core black/White – BY1604;

Core Black/Red – BY9612;

Core Black/Copper BY1605;

Core Black/Green – BY9611;

Beluga – BB1826.

Le Yeezy false, inoltre, hanno le scritte leggermente storte e spesso riportano errori grossolani e stupidi sull’etichetta.

3) SILHOUETTE FRONTALE

Iniziamo ora a parlare della scarpa vera e propria. La silhouette, come si vede in foto, deve avere una forma a pera e la suola deve essere leggermente più bombata rispetto alla tomaia in Primeknit.

4) SILHOUETTE LATERALE

La verifica della silhouette laterale è molto importante poiché la sua forma è molto difficile da replicare, soprattutto per quanto riguarda la parte posteriore del tallone. Come vedete in foto, infatti, il tallone ha una curva imponente e procede stringendosi molto verso l’alto per contenere meglio il piede e avere una maggiore aderenza. Questo dettaglio fa si che la scarpa sia leggermente più stretta degli altri modelli adidas di pari misura. La suola di gomma rimane quindi molto più pronunciata rispetto alla linguetta posteriore.

Notate anche il collo della scarpa, dalla curva ben pronunciata, la cui linea del bordo è ben definita e le cuciture molto curate.

5) SILHOUETTE POSTERIORE

Anche la silhouette posteriore è un ottimo indizio per smascherare le Yeezy fake. Come notate nell’immagine la linguetta del tallone si stringe molto verso l’alto mentre per le fake la linea è molto più rozza e grossolana.

6) CUCITURA

La cucitura a X che unisce le due parti di cui è composta la tomaia in Primeknit parte dalla punta e arriva sino al tallone.  Al tatto noterete una sorta di rilievo, spesso assente nelle repliche.

7) TESSUTO PRIMEKNIT

La tomaia deve essere composta da un tessuto Primeknit di ottima qualità. Il pattern deve essere omogeneo con una trama che volge a V verso la cucitura. I replicatori sanno imitare molto bene questo tessuto ma osservandolo accuratamente non mancano le imprecisioni che spezzano la trama. Proprio a queste dovete porre attenzione.

8) FASCIA

Ponete molta attenzione alla fascia che percorre orizzontalmente la scarpa e che sembra disintegrarsi verso la punta e il tallone. Guardandola dall’alto vedrete che il radiante procede in maniera curvilinea sino ad avvicinarsi alla cucitura e alla punta senza però toccarle. Non fate caso a chi vi dice di contare il numero di puntini contenuti nella fascia in quanto variano da taglia a taglia. In ogni caso la striscia non deve essere troppo grossolana e spessa, come capita spesso per le repliche. Inoltre, la fascia delle core black/white è di colore bianco sporco, per le Beluga di un infrared molto acceso tendente all’arancione. Sul tallone la sfumatura deve iniziare dalla cucitura, non oltre.

Per le Core Black, al di sotto della striscia bianca, deve esserne presente una nera poco percettibile all’occhio che si avvicina molto alla suola, composta da un pattern omogeneo. Risulta molto più visibile nelle beluga dove ha un colore grigio.

9) SCRITTA SPLY-350

La scritta SPLY -350 deve essere in grassetto. Se è troppo stretta allora è sicuramente un fake. Sulla scarpa destra inoltre deve essere rovesciata. Osservatela bene nel dettaglio: spesso nelle repliche ci sono gap strani tra le varie lettere.

10) LINGUETTA ANTERIORE

La linguetta anteriore è molto alta e procede a punta se osservate la scarpa frontalmente. Al tatto è molto solida a differenza delle repliche in cui è meno consistente. Inoltre, osservate nella foto la composizione dell’interno con le cuciture termosaldate.

11) LINGUETTA POSTERIORE

La linguetta posteriore all’interno è dotata del dettaglio delle tre strisce, tra loro equidistanti e composte da un materiale liscio e lucido. Non sono stampate per le core black a differenza di quanto avviene per le Beluga dove invece fanno parte del tessuto e sono di color grigio tendente al verde.

12) SOLETTA

Analizziamo ora la scarpa al suo interno. L’analisi della soletta è utile per capire l’autenticità delle scarpe. Per le core black/white la soletta è leggermente traslucente a differenza di quanto avviene per le fake che sono molto lucide oppure, al contrario, troppo opache. La scritta adidas Yeezy con il trefoil deve essere ben definita, di un color bianco sporco nelle white e opposta tra le due scarpe. Osservandole, sotto la gomma deve essere nera con dei piccoli riflessi metallici (per le Beluga invece sono bianche), dettaglio che i falsificatori difficilmente sanno replicare. Sul lato deve essere riportato il codice YH-001, un numero e la size UK (rovesciato sulla sinistra). Al tatto le solette sono rigide, flessibili e di ottima qualità.

13) INTERNO SCARPA

Osservate attentamente l’interno della scarpa. La texture che compone il Primeknit deve essere pulita e ha dei tratti inconfondibili. Le cuciture che uniscono la tomaia alla suola sono nere per le black/white.

Un metodo spesso utilizzato per attestare l’originalità delle V2 è quello “della luce”. Rimuovete la soletta e dotatevi di una torcia: puntandola sotto la suola l’interno della scarpa deve illuminarsi, facendo passare la luce tra i fori. Se così avviene allora hanno buona probabilità di essere originali.

14) STRINGHE

Hanno lo stesso colore della tomaia e sono leggermente lucide e tonde. Terminano con una plastica termosaldata di lunghezza pari a 2.5 cm circa.

15) SUOLA

Passiamo ora ad analizzare la parte inferiore della scarpa e, nello specifico, della suola. Deve essere di un color nero opaco traslucente ma non troppo. E’ dotata di parecchi fori, oltre a quello principale, che devono lasciar intravedere il Boost. Sulla punta, inoltre, deve essere presente la scritta adidas accompagnata dal trefoil; se notate gap strani tra le lettere con molta probabilità non sono originali. La scritta boost deve essere ben definita e avere un alone scuro intorno.

16) BOOST

Ed ecco a voi il dettaglio per eccellenza che difficilmente può essere replicato. Come spiegato in un nostro precedente articolo, infatti, il BOOST è frutto di anni e anni di studi e di una tecnologia all’avanguardia.

Per quanto riguarda le caratteristiche visibili, il BOOST autentico ha un colore tendente al giallino, a differenza delle fake in cui spesso è bianco acceso. Il nido d’api di cui è composto appare molto strutturato e definito nelle repliche mentre nelle originali la trama è poco accentuata.

Al tatto deve essere assolutamente morbido e flessibile cosa che i replicatori non riescono ad ottenere; nelle fake infatti è molto più rigido e se avete l’opportunità di indossarle noterete che è assolutamente meno confortevole.

Controllate ora i pallini contenuti nel Boost visibile nel foro centrale della suola. Alcuni sostengono che devono essere 7, altri 8 o 9. Non fateci caso, poiché il loro numero dipende dalla taglia della scarpa. Nella nostra, ad esempio, che è una size EU 38 abbiamo 8 puntini. L’unica cosa davvero importante è che devono essere composti da 4 piccole strisce, non ha importanza se sono anche leggermente storte.

17) TAG

Sulla scarpa destra è sempre presente un tag riportante la seguente dicitura “some colour migration can occur due to the nature of the material”. Ebbene il cartoncino di cui è composto deve essere rigido, lucido e plastificato.

Speriamo che anche questa guida possa esservi utile nell’acquisto di un paio di Yeezy Boost 350 V2 originali. Comunque non ci stancheremo mai di dirvi che i replicatori si adattano facilmente e creano sneakers sempre più identiche alle originali. Pertanto vi consigliamo di stare sempre allerta e, se volete, di diventare “investigatori”: fate decine di domande ai reseller, chiedete informazioni minuziose, chiedete dove sono state acquistate e in che modo e soprattutto fatevi mostrare le ricevute. Difficilmente un reseller bravo ed onesto si priverà della prova di acquisto che certifica (non sempre ma quasi) l’autenticità del prodotto.

Detto questo buona fortuna per l’acquisto e continuate a seguire Outpump.