5 cose interessanti emerse dall’intervista di Kanye West

Articolo di

Greta Scarselli

Zane Lowe è l’uomo che è stato scelto per farsi una chiacchierata di un’ora e cinquantaquattro minuti con Kanye West, un’impresa memorabile che abbiamo ascoltato e apprezzato.

Non è la prima volta che sentiamo questo nome, Zane Lowe deve avere una grande ammirazione per il rapper – o forse solo un grande talento – per riuscire a tirare fuori da quella mente contorta i pensieri più profondi. Se sei fan di Kanye, sei fan di te stesso, questa la ricorderete sicuramente, è una delle frasi più significative uscite da una precedente intervista dello stesso Lowe al signor West, risalente al 2013, quando ancora era fresco del colossale “Yeezus”. Lo immaginate no? Capello a zero, volto decisamente più magro e pizzetto tenuto al millimetro.

In quesi anni Kanye è cambiato, ha subito diversi colpi ed è rinato grazie alla fede in Dio. In questa seconda vita, mentre stiamo per toccare con mano il suo bramato “Jesus Is King” – o qualsiasi cosa sia, pur di averla – il rapper ha ancora un sacco di cose da dire e proprio per questo abbiamo deciso di riportarvi qui 5 punti, sicuramente non esaustivi, di ciò che è uscito da questa intervista.

La faida con Drake

È inutile, non gli va giù. L’ultimo ricordo vivido che abbiamo dei due è la sfuriata di Kanye su Twitter, ma il problema è che lui ancora ci pensa e non se lo toglie dalla testa.

Drake vive a quattro isolati da casa mia. Questo ti dimostra che Dio ha il senso dell’umorismo.

Kanye West a Beats 1

Il rapper non tiene rancore, una persona come lui al servizio di Dio non può arrabbiarsi con suo fratello che sta alla porta accanto, ha detto. Per questo motivo sta facendo di tutto per sistemare le cose. Drake si sta rifiutando di parlargli da sei mesi e per lui è so painful, tanto da farlo andare sotto casa sua per lasciargli il proprio numero di telefono, senza security – ha specificato. Riceverà un riscontro positivo?

Jesus Is Born

Kanye non riesce ad aprir bocca senza promettere qualcosa a qualcuno. E a quanto sembra difficilmente è fedele alla sua parola. “Yandhi”, “Jesus Is King” e ora “Jesus Is Born”, proprio così, Yeezus ha annunciato un nuovo progetto.

Abbiamo già la data, il giorno di Natale, ma non sarà un album suo, bensì del Sunday Service, forse una compilation di tutta la musica che in quel luogo viene prodotta per ore. Inutile dire che, durante la discussione, le ammirazioni verso la fede e colui che ci guarda dall’alto sono state infinte, Kanye non si sente più schiavo adesso, è un figlio, a son of God.

La cultura

I ragionamenti confusi ma semplicemente geniali di Kanye West li conosciamo tutti, ormai ci abbiamo fatto l’abitudine, eppure sentirlo parlare non stanca mai.

Pensavo di essere il Dio della cultura, ma in realtà la cultura era il mio Dio.

Kanye West a Beats 1

Quando si è buttato sulla cultura abbiamo capito era esattamente il suo, ha iniziato a parlare e ad analizzare il concetto di culture, di cosa significa, cosa la delinea e chi l’ha creata. Ha parlato dei social media, affermando che oggi anch’essi ne fanno parte e per sentirci coinvolti non possiamo farne a meno.
Non si è dimenticato di mettere i puntini sulle i, specificando che le persone di colore non hanno avuto gli stessi strumenti per sentirsi partecipi. So who designed the culture?

Le elezioni del 2024

La passione per la politica – o semplicemente la voglia di fare sempre di più – Kanye non ce l’ha mai tenuta nascosta. Oltre alle polemiche su Trump e gli ennesimi discorsi sul cappellino rosso, il rapper ha affermato che sta lavorando a qualcosa: un giorno sarà presidente degli Stati Uniti e ricorderà, con un occhio di riguardo, tutti coloro che non hanno avuto la capacità di capire quello che stanno facendo culturalmente.

A rendere il rapper sicuro e deciso delle sue parole, e così consapevole della meta che può raggiungere, è sicuramente un ego smisurato misto a una profonda conoscenza di sé stesso.

Io sono indiscutibilmente, indubbiamente il più grande artista di tutti i tempi.

Kanye West a Beats 1

La dipendenza dalla pornografia

Non poteva mancare. Il rapper è partito dai cartelloni pubblicitari di Los Angeles, che ha paragonato a un traffico di prostituzione, ed è poi finito a parlare della sua dipendenza.

Playboy è stata la porta verso la mia totale dipendenza dalla pornografia.

Kanye West a Beats 1

La sua vita è cambiata all’età di 5 anni quando, come da lui raccontato, si è ritrovato tra le mani una di quelle riviste di Hugh Hefner lasciata dal padre con noncuranza.
Non sappiamo quanto sia forte ancora, ma sappiamo che riguardo alla sessualità Kanye è sicuramente rigido, o almeno lo è stato con i suoi collaboratori, a cui ha impedito di avere rapporti sessuali prematrimoniali nel periodo in cui erano al lavoro su “Jesus Is King”.

Questo è quanto, ma c’è molto di più. Se siete curiosi – e ne avete il tempo – spendete quelle due ore per ascoltare l’intervista di Zane Lowe a Kanye West su Beats 1, stazione radio di Apple Music. Trovate il link qui.