6ix9ine ha rifiutato la protezione testimoni

Articolo di

Matilde Manara

UPDATE 27/09: Tekashi69, dopo aver deciso di collaborare con la giustizia testimoniando in tribunale, ha affermato di voler rinunciare al programma protezione testimoni degli Stati Uniti. Il rapper sostiene di voler mettere in primo piano la propria carriera, cosa che all’interno del più totale anonimato della protezione non sarebbe possibile.

È TMZ a riportare che 6ix9ine ha deciso di provvedere da solo alla tutela di sé e dei propri cari. Il cantate di “Fefe”, infatti, assumerà delle guardie del corpo che staranno con lui e la sua famiglia 24 ore su 24, tutti i giorni.

Quella di Tekashi sembra una scelta molto imprudente dopo le dichiarazioni rilasciate durante il processo. Sono molte le persone – celebrità e non- verso cui 69 ha puntato il dito in queste settimane, muovendo gravi accuse.

Come aveva già affermato, crede di uscire di prigione entro i primi mesi dell’anno prossimo e pare convinto di poter tornare a condurre una vita normale, incentrata sulla fama e la sua musica.
Il rapper ha forse sottovalutato la ridondanza che il processo e le sue affermazioni hanno avuto fuori dal carcere?

UPDATE 24/09: In queste settimane Tekashi69 ha fatto ampiamente parlare di sé. Il rapper ha testimoniato in tribunale contro due ex membri dei Nine Trey Gangsta Bloods, insinuando poi che anche personaggi del calibro di Trippie Redd e Cardi B facessero parte della nota associazione criminale.

6ix9ine ha deciso di collaborare con la giustizia nella speranza di ottenere una consistente riduzione della pena per le accuse di associazione a delinquere, traffico di droga, possesso di armi da fuoco e concorso in tentato omicidio depositate a suo carico.

Il rapper ha dichiarato che si aspetta di uscire dal carcere già agli inizi del 2020, per poi entrare a far parte del progetto protezione testimoni degli Stati Uniti.
Ma è possibile far rientrare Tekashi in questo programma di anonimato? Il Times ha affrontato l’argomento con un ex agente dell’FBI, Jay Kramer, specializzato in questo tipo di casi.

Nonostante il modo in cui siamo continuamente connessi e l’ossessione che abbiamo sviluppato per i social, ci sono luoghi in cui, se questo ragazzo si taglia i capelli e indossa abiti normali, nessuno saprebbe o si preoccuperebbe della sua identità.

Jay Kramer al New York Times

Il fatto che 6ix9ine possa o non possa rendersi irriconoscibile è una questione al centro di dibattiti che, fuori dal carcere, lo riguardano. Gli iconici capelli colorati del rapper sono già sbiaditi durante questo periodo di detenzione, ma i suoi tatuaggi rendono il processo complicato e – secondo quanto sostengono le fonti – il governo degli USA non avrebbe intenzioni di farsi carico delle spese di rimozione dei segni indelebili di Tekashi.

Al momento 6ix9ine gode dell’isolamento in carcere, a fini di protezione. La sua permanenza in penitenziario, però, dipende dalla volontà del procuratore distrettuale e dall’utilità che la testimonianza del rapper potrebbe avere in atri casi.

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