L’ascesa di Virgil Abloh: dall’Illinois alla direzione artistica di Louis Vuitton

Articolo di

Ruben Di Bert

In occasione della Paris Fashion Week, Virgil Abloh ha presentato la sua prima collezione come direttore artistico del reparto maschile di Louis Vuitton. La sfilata è stata considerata come un pezzo di storia, sia per l’aggiornamento dello stile della maison, sia per il fatto che si tratta del primo afroamericano alla guida di uno storico marchio di moda europeo e che oltretutto non proviene da studi del settore. Durante il finale in passerella, l’acclamazione degli invitati porta Virgil a commuoversi e a correre ad abbracciare Kanye West, la persona a cui deve gran parte del suo successo.

Ma qual è stato il percorso di Virgil Abloh?

Virgil Abloh nasce da genitori ghanesi il 30 settembre del 1980 a Rockford, in Illinois. Frequenta la Boylan Catholic High School, dove si diploma e conosce Shannon Sundberg, con la quale si sposerà ed avrà due figlie, Grey e Lowe. Respirando l’atmosfera degli anni ’90 in America, si appassiona alla musica e comincia a fare il dj con il nome di Flat White, passione che non lo abbandonerà mai. Prosegue gli studi laureandosi in ingegneria civile e conseguendo un master in architettura. Unendo le sue passioni, ovvero musica, arte e moda (quest’ultima ereditata dalla madre che faceva la sarta), conosce nel 2003 il manager di Kanye West che lo incarica di disegnare il nuovo merchandising. Il rapporto con il rapper diviene da quel momento sempre più intenso, tanto da diventare il responsabile pubblico della sua immagine. Nel 2009 entrambi partecipano ad uno stage da Fendi, che vede subito gran talento in loro. Nello stesso anno, si unisce a Don C per aprire RSVP Gallery, concept store in cui vengono venduti brand come Raf Simons ed esposte opere di artisti del calibro di Jeff Koons. Un paio di anni più tardi, assieme agli amici Heron Preston e Matthew M Williams, fonda #BEEN TRILL#, un collettivo di dj e creativi che vogliono proporre abbigliamento ispirato al web, collezionando partnership assieme a Stüssy ed HBA, oltre a riscuotere un hype notevole.

La svolta arriva però nel 2012 quando Virgil Abloh si imbatte nel suo primo progetto personale e fonda Pyrex Vision, brand streetwear basato su stampe identificative, applicate su capi firmati Champion e Ralph Lauren. Nonostante i prezzi piuttosto alti ed un design semplice, il suo nome è sulla bocca di tutti. Ben presto Pyrex si evolve in Off-White c/o Virgil Abloh, marchio parte della società New Guards Group, con sede a Milano. Off-White riprende alcune caratteristiche di Pyrex, come il motivo Diagonals e le stampe di Caravaggio, ma lo fa con un approccio più sartoriale che viene definito haute streetwear. Dal 2013 l’ascesa è continua. Dalla partecipazione al LVMH Prize al debutto in passerella a Parigi e Firenze, fino alle collaborazioni con Nike, Ikea, Braun, Moncler, Heron Preston, Takashi Murakami,Timberland, Jimmy Choo e RIMOWA. Insomma, da outsider diventa parte integrante dell’industria della moda, tanto che viene considerato dal TIME una delle cento persone più influenti al mondo; inoltre ai British Fashion Awards vince il premio Best Designer of Urban Luxe e l’università di Harvard lo sceglie per dare alcune lezioni.

Virgil Abloh stesso si definisce un artista multitasking, capace di ricoprire più ruoli contemporaneamente, mantenendo integra la sua estetica. È una figura perfetta per il mondo “veloce” in cui stiamo vivendo, dove i cambiamenti e la varietà sono la regola. Non è solo hype, è saper comunicare la propria visione alla gente, cercando di soddisfare anche i suoi bisogni.

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