Calciatore e poi allenatore: com’è cambiato lo stile?

Articolo di

Vittorio Tomasella

Negli sport di squadra, in particolar modo nel mondo del calcio, è molto comune diventare allenatori dopo la carriera in campo, anche se non è automatico che essere un grande calciatore equivalga a diventare poi un grande allenatore.

Ci sono casi, ad esempio Trapattoni, Guardiola, Cruijff o Capello, che da grandi giocatori (eccezionali nel caso del compianto Johann) sono diventati grandissimi allenatori, ma anche quelli come Maradona, Pelè o Toni Adams, ai quali questo passaggio non ha portato lo stesso successo.

La trasformazione giocatore-allenatore porta con sé tante differenze e tra queste c’è sicuramente anche l’evoluzione del proprio look. Farebbe strano vedere un allenatore con cresta, orecchini e maglie larghe, quindi via tagli di capelli improbabili e vezzi giovanili, in favore di un’estetica più seria e matura.

Qui sotto vi raccontiamo come sono cambiati alcuni giocatori nel momento in cui sono diventati manager.

Mauricio Pochettino

L’ex l’allenatore di Tottenham ed Espanyol si è sempre distinto in panchina per il suo stile poco appariscente, senza barba e con i capelli corti, anche se per gran parte della carriera da calciatore ha utilizzato tutt’altro look. L’ex difensore della nazionale argentina, colonna del vecchio Paris Saint-Germain – cugino povero e poco cool del nuovo club più hype al mondo – era infatti solito tenere capelli lunghissimi fermati da una fascia o raccolti in una coda di cavallo.

Walter Zenga

Negli anni ’80 Walter Zenga è stato a lungo considerato uno dei portieri più forti del mondo e grazie alla sua plasticità era stato soprannominato Spider-Man. Per tutta la carriera ha utilizzato una folta capigliatura, che non per scelta ha perso negli anni successivi al ritiro, costringendolo ora a tenere la testa rasata, che spesso nasconde attraverso l’uso di un cappellino.

Freddie Ljungberg

Vi abbiamo già raccontato del giocatore svedese e di quanto fosse estroso esteticamente ai tempi in cui giocava con l’Arsenal, ma finita la carriera ha optato per un look molto più sobrio.

Abbandonati il campo e i vezzi giovanili, Ljungberg ha subito intrapreso la carriera di allenatore delle giovanili e ora occupa la poltrona ad interim dei suoi amati Gunners con un testa rasata, barba incolta e tuta d’ordinanza.

Gennaro Gattuso

Fino a dieci anni fa eravamo abituati a vedere Gennaro Gattuso correre senza tregua con capelli folti e la barba. Dai riccioli lunghi giovanili nei primi anni ai Rangers, ai capelli “ingellati” o al codino milanista, abbiamo visto Ringhio in tutte le sue versioni.

Appesi gli scarpini però, l’ex campione del mondo ha rinunciato al look rock n’roll puntando su un’estetica opposta: capelli corti, barba curata e occhialini da docente scolastico.

Diego Simeone

Per l’uomo del Cholismo sembra che il tempo non passi mai. Da quando giocava in Italia con Inter e Lazio ad oggi che siede nella panchina dell’Atletico Madrid, Diego Simeone non è cambiato di una virgola.

Stessa grinta e stesso look, senza nemmeno invecchiare. Ecco, una differenza l’abbiamo trovata, il polsino, accessorio immancabile per El Cholo in campo.

Ruud Gullit

In campo Ruud Gullit era in grado di spostare gli equilibri come pochi giocatori ai tempi in cui militava nel grande Milan di Sacchi. Le sue lunghe treccine divennero iconiche, tanto che vennero prodotte parrucche con le trecce che i tifosi milanisti portavano fieramente in curva.

Smesso di giocare però, Ruud rinuncerà a baffi e capelli lunghi per dei sobri capelli corti. La sua carriera da allenatore gli porterà pochi successi (una FA Cup alla guida del Chelsea nel 96-97) e tante amarezze.

Aliou Cissé

Caso atipico quello dell’attuale CT del Senegal che abbiamo visto due anni fa durante il mondiale russo. Ai tempi in cui giocava centrocampista tra PSG e Birmingham era solito portare capelli corti o piccole treccine.

Diventato allenatore ha invece optato per lunghe trecce e barbetta in stile D’Artagnan, il tutto sempre perfettamente abbinato ad abito e camicia.

Jurgen Klopp

Chi non è cambiato poi tanto è l’attuale manager del Liverpool, Jurgen Klopp, il quale ha mantenuto lo stesso look che utilizzava da calciatore, aggiungendo rughe, barba e occhiali da vista (e spesso il cappellino).

Carlo Ancelotti

Altro caso simile a Klopp è quello di Carlo Ancelotti, infatti anche lui è solo invecchiato, oltre che sensibilmente ingrassato, mantenendo invariato da oltre 30 anni lo stesso taglio di capelli.

Antonio Conte

C’è poi un caso ancor più atipico rispetto al sopra citato Cissè, cioè quello di Antonio Conte.

L’ex capitano e bandiera della Juventus manifestava gli inizi di un’inarrestabile calvizie verso la fine della sua eccezionale carriera con la maglia bianconera. Appesi gli scarpini al chiodo, i capelli sono miracolosamente ricomparsi e ora il tecnico neroazzurro può vantare un’invidiabile chioma.