Fashion

Il debutto co-ed di Raf Simons

Articolo di

Ruben Di Bert

Secondo debutto nel giro di un mese per Raf Simons. Dopo la sua prima prova più che ben riuscita nel ruolo di co-direttore creativo di Prada, lo stilista belga ha presentato la sua inedita collezione co-ed per la primavera/estate 2021.

Dopo anni e anni di attesa, il leggendario designer si concede alla moda donna, ma lo fa senza cadere in un’eccessiva femminilità. La sua visione predilige dunque un’attitudine all’inclusività, con una maggioranza di look che possiamo considerare genderless.

La modalità di presentazione corrisponde a un cortometraggio della durata di circa venti minuti liberamente ispirato ad alcuni film cult che hanno caratterizzato la nostra epoca. Lo scenario in cui compaiono i modelli è un mondo sotterraneo raggiungibile soltanto attraverso dei cunicoli che delimitano realtà e utopia. In questa sorta di futuro distopico troviamo giovani ragazzi dallo sguardo assente, i quali si prestano a indossare delle creazioni che si appropriano di influenze tanto hippie quanto punk, tra motivi psichedelici che sembrano usciti direttamente dal 1968, capi oversize raffiguranti foto d’archivio e felpe che diventano una sottospecie di manifesti su cui esprimere messaggi di propaganda. Un altro elemento ricorrente è la presenza di tonalità fluo che richiamano la cultura techno, perché sia chiaro, come dice Raf stesso, questo non è rock’n’roll.

Se volessimo descrivere il tutto con due parole? La definizione più azzeccata sarebbe “Teenage Dreams“, che guarda caso è il titolo dello show.