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Fivio Foreign può dimostrare che la drill non è (solo) affare dei giovani

Articolo di

Riccardo Primavera

“Yeah, look, when I was in jail I was lowkey / Shout out to supporters who wrote me”: si apre così quello che è probabilmente il verso più iconico della carriera di Fivio Foreign, nonché uno dei più recenti. Le barre in questione arrivano infatti da “Off The Grid”, uno dei brani più apprezzati e di successo di “DONDA”, l’ultimo album di Kanye West. Se per gli appassionati di rap a stelle e strisce la presenza di Fivio Foreign in questo disco non è stata una sorpresa, i meno avvezzi avranno sicuramente avuto qualche problema in più a identificare l’artista in questione. D’altronde, stiamo parlando di un rapper trentunenne che è salito alla ribalta solo nel 2019, a 29 anni; un’età media decisamente più alta di quella in cui le rapstar americane sono solite emergere. Ma cosa si cela dietro la storia di Fivio Foreign?

All’anagrafe Maxie Lee Ryles III, nasce il 29 marzo del 1990 a New York. Inizia relativamente tardi a cimentarsi con il rap: se molti suoi coetanei erano già in studio di registrazione prima ancora di diventare adolescenti, Fivio Foreign inizia a rappare nel 2011, sotto lo pseudonimo Lite Fivio. Due anni dopo, nel 2013, l’alias cede il posto a quello attuale, e nasce ufficialmente Fivio Foreign. Scavando online, è difficile recuperare qualcosa uscito prima del 2019. È probabile che sia stato l’artista stesso a rimuovere l’eventuale materiale, prassi non così rara oltreoceano quando si riesce a raggiungere una certa notorietà.

Ora sui suoi canali YouTube, Spotify e persino SoundCloud, tutto inizia con “Pain and Love”, il suo primo EP ufficiale. È proprio all’interno di quest’ultimo che troviamo “Big Drip”, la traccia che ha fatto conoscere Fivio agli appassionati di rap in tutto il mondo. Prodotta da AXL Beats, la traccia è un banger drill duro e puro, diventata negli U.S.A. talmente virale da ottenere un remix con Lil Baby e Quavo. Esattamente il tipo di garanti che possono far decollare la carriera di chiunque.

“Big Drip” è stata poi inserita anche in “800 BC”, il primo album ufficiale del rapper newyorkese, uscito ad aprile 2020. Passano pochi mesi e Fivio porta a casa il suo primo contratto discografico grazie alla Rich Fish Records – guidata dal rapper Mase -, che lo firma insieme a Columbia Records. Le cifre iniziano ad essere importanti, si parla di un milione di dollari, e alla soglia dei 30 anni Fivio è ufficialmente entrato nel campionato dei grandi. La sua vita sta per cambiare drasticamente, ma forse lui non riesce neppure ad immaginarlo.

Il dramma, però, è stato una costante nel suo percorso personale. Nel 2018 ha perso sua madre per un ictus e il 2020 gli ha portato via persone molto vicine, due cari amici, ma soprattutto due talenti incredibili della scena rap americana. Fivio Foreign è infatti conosciuto anche per essere stato molto legato a Pop Smoke e King Von, entrambi assassinati nel 2020. Accomunati da un immaginario condiviso e dall’essere alfieri del movimento che stava portando la drill nel mainstream con forza, le collaborazioni tra i tre rapper non sono mancate, ma sono state bruscamente interrotte da un tragico destino.

Fivio Foreign e Pop Smoke in studio

Il 2020 nella sua carriera è stato invece costellato di traguardi impressionanti. A maggio per Fivio sono arrivati i due primi singoli entrati in Billboard Hot 100, entrambi featuring in brani di altri rapper: “Demons” di Drake, estratta da “Dark Lane Demo Tapes”, e “Zoo York” di Lil Tjay (nella quale è presente anche Pop Smoke), contenuta in “State of Emergency”. Traguardi incredibili, se si pensa che nei primi otto anni di carriera Foreign era semplicemente uno sconosciuto e in poco più di un anno ha raggiunto uno status quasi globale, con ben due singoli d’oro certificati dalla RIAA – “Big Drip” e “Headshot”. E il bello deve ancora arrivare.

Nell’estate del 2020 è stato infatti ufficializzato il suo inserimento nella XXL Freshman Class dello stesso anno. Si tratta di un’iniziativa annuale del magazine americano XXL, un’autorità assoluta nel mondo hip hop, che mette in lista un elenco di giovani emergenti in via di affermazione e, tramite una votazione pubblica, crea la “classe” dei migliori di quell’annata. Per fare due nomi, nel 2009 c’era Kid Cudi, nel 2010 J. Cole, nel 2011 Kendrick Lamar, nel 2012 Future…insomma, una certa garanzia di futuro roseo. Insieme a lui nel 2020 ci sono anche, tra gli altri, Polo G, NLE Choppa, Jack Harlow, Lil Tjay e Baby Keem. Il suo 2020 prosegue con delle strofe nei dischi di Nas, French Montana, Tory Lanez e nell’album postumo di King Von. Un’annata decisamente prolifica, nonostante l’inspiegabile assenza in “Shoot For The Stars Aim For The Moon” di Pop Smoke, solo parzialmente risolta inserendolo nella deluxe edition.

Il 2021 non parte invece altrettanto bene. Fivio Foreign finisce in galera ad aprile, dopo essere scappato da un controllo delle forze dell’ordine ed essere stato scoperto in possesso di armi da fuoco prive di licenza. È rimasto in cella fino a luglio: la barra con cui inaugura la strofa nel disco di Kanye è ora decisamente inequivocabile, così come è inequivocabile l’altissimo livello di quella strofa, riconosciuta all’unanimità come una delle migliori dell’intero progetto. C’è tutta la brutale sincerità, l’onestà e la rivalsa di un rapper che ha raggiunto la fama dopo un percorso lungo e tortuoso, e che non dà nulla per scontato. E pazienza se a volte – come molti esponenti della drill – la sua produzione rischia di essere un po’ troppo omogenea. Le sue sono le barre di chi ha davvero qualcosa da dire, come conferma il suo ultimo singolo, “Story Time”, uno struggente e intenso storytelling. Rigorosamente senza ritornello.

“All hell break lose when that man cry, you can see the demon in his damn eyes”. Aspettiamo altre barre così, il più possibile, per confermare che un approccio più maturo e adulto alla drill sia davvero possibile. E il fatto che il produttore esecutivo del suo prossimo disco sia proprio Kanye West, beh, non può che farci ben sperare.