Il mondo della moda si è innamorato dell’arte di Daniel Arsham

Articolo di

Claudio Pavesi

Daniel Arsham è tra gli artisti più influenti di questa generazione, con una lista di esibizioni, collaborazioni e progetti di successo da far sgranare gli occhi. La meravigliosa mente artistica americana ora collabora con UNIQLO e i Pokémon nella creazione di una linea di t-shirt che uniscono arte, design, performance e concetto, come spesso succede nella pratica di Arsham. Chi è quindi Daniel Arsham? Perché il suo nome è così rilevante e perché è la persona giusta per unire scultura, Pokémon e un brand come UNIQLO e la sua linea UT?

LA FORZA DEL TEMPO

Leggenda vuole che Michelangelo realizzò il Cupido Dormiente nel 1496, per ingannare un acquirente. Michelangelo realizzò la scultura di un cupido, un soggetto comune nell’antica Roma, e lo seppellì per farlo sembrare un ritrovamento, un reperto archeologico. In maniera similare, Daniel Arsham ricrea reperti antichi, o meglio, ce li fa immaginare. Tipica nella sua arte è la riproduzione di figure iconiche, simboli della vita quotidiana ricreati e ulteriormente scavati, danneggiati, come a rappresentare l’usura del tempo.

Questo è il tema di “Future Relics”, uno dei progetti più rappresentativi della carriera di Arsham, perché racchiude l’intera sua poetica artistica, fatta di concetto, sorpresa ed estremi tecnicismi. Ecco quindi che Arsham ricrea macchine fotografiche, controller per videogiochi e telefoni cellulari ed altri elementi (tra cui anche la tastiera Casio MT-500 di Pharrell Williams) ridotti a reliquie, oggetti che aiutano a farci capire l’importanza del tempo, la sua velocità e i suoi ossimori: distrugge ciò che più ci piace ma al tempo stesso lo conserva, ci fa notare la loro futilità ma ci aiuta a ricordare l’importanza che per noi ha.

Allo stesso modo, l’artista ha ricreato anche meravigliose statue classiche e neoclassiche, tema principale della sua mostra più recente, “Paris, 3020”. Ecco che come Michelangelo, Arsham ricrea opere dell’antichità, ma lo fa a suo modo, in maniera completamente riconoscibile. Come in “Future Relics, resta l’erosione del tempo, un’usura violenta che inizia a distruggere le opere, salvo però liberare i cristalli e le pietre preziose al loro interno, gemme che diventano così visibili al pubblico, dando una nuova vita all’opera. Resta il suo pensiero, l’idea di capire come il tempo cambierà il valore di queste meraviglie, nell’estetica come anche nell’idea che abbiamo di esse.

Particolare valore viene aggiunto a questo concetto nella collaborazione con Hajime Sorayama, illustratore ed artista (anch’esso parte della squadra UNIQLO UT) che porta un robot del futuro ad abbracciare letteralmente le opere del “quasi archeologo” americano.

Il ponte che unisce le statue classiche, gli oggetti di “Future Relics” e il presente è proprio Pikachu. Arsham infatti tocca un altro media, l’animazione, per far incontrare il Pokémon più famoso di sempre e la sua stessa statua, anch’essa usurata dal vento e dalle intemperie della regione di Kanto. Pikachu ritrova la sua immagine: enorme, rovinata, antica. Si tratta di un antenato? Di un Pokémon a lui simile? Di un tempo migliore che lui semplicemente non ricorda? Di un semplice caso? Al solito, non c’è una risposta giusta o sbagliata, ma diversi modi per vedere la realtà, qualunque cosa essa sia.

L’IMPORTANZA DELLA TECNICA

Anche nel lavoro con UNIQLO UT e Pokémon, la pratica di Arsham è tremendamente minuziosa. Le sue opere sono di qualità estrema, curate al dettaglio dall’inizio alla fine ed estremamente tecniche. Già in “Future Relics” gli stampi sono stati creati apposta per rendere al meglio con il mix di cenere vulcanica, calcite blu, quarzo, selenita, pirite e ossidiana tipici di Arsham, tutti materiali scelti per richiamare ere geologiche lontane, oltre che per dare quel particolare colore grigio, a metà tra il nuovo e il fatiscente.

Per “Paris, 3020” l’archeologo del futuro fu una delle prime persone a cui fu concesso lavorare con gli stampi ufficiali delle statue classiche da lui scelte per essere riprodotte. Allo stesso modo, nel lavoro con UNIQLO UT, Arsham è stato il primo artista a poter accedere agli archivi di Pokémon Company e collaborare con gli animatori e i doppiatori originali.

Fondamentale nell’arte di Arsham è l’elemento della cristallizzazione. I cristalli che riempiono le parti “danneggiate” delle sue opere sono simboli che ha ricavato non solo dai riferimenti all’archeologia, ma anche dal mondo architettonico. A Miami, nel 1992, la sua casa fu distrutta dall’Uragano Andrew. Vedere i muri divelti e le strutture interne di una casa riaffiorare lo colpirono, e da lì cominciò la sua sperimentazione che lo ha portato a unire spazi vuoti in soggetti pieni, il tutto celebrato dall’inserimento di cristalli come chiodi che bucano le mura. La bellezza viene scoperta quindi dalla distruzione, dalla paura.

Importante quanto la cristallizzazione è l’uso del bianco e del grigio, i colori che identificano l’arte di Arsham, dalle opere museali ai pezzi di design. Questo stile minimalistico e pulito ha un valore aggiunto per Arsham. L’artista è infatti fortemente daltonico e può vedere nitidamente solo il 20% dei colori e delle ombre rispetto alle altre persone, per questo l’aspetto cromatico delle sue opere è così particolare. L’eleganza del bianco di Arsham ha così conquistato tutti: musei, teatri, passerelle e negozi.

LA VERSATILITÀ PER LE COLLABORAZIONI

Come Virgil Abloh è passato dal realizzare copertine di dischi, progettare edifici a disegnare abiti, anche Arsham ha dimostrato estrema duttilità. Oltre a l’ovvia arte figurativa, l’artista si è cimentato nel design di interni, l’architettura, la regia di video (sempre per “Future Relics”) e lo stage design. Arsham infatti ha lavorato per la Compagnia di Danza di Merce Cunningham, seguendo l’esempio di artisti leggendari come Robert Rauschenberg e Andy Warhol.

Il progetto più imponente di Arsham è Snarkitecture. Lo studio fondato nel 2007 con il socio e architetto Alex Mustonen rivoluzionerà i tempi moderni, unendo più discipline e stili, con l’obiettivo di unire soggetti quotidiani all’ambiente circostante, un connubio che Snarkitecture ha rivoluzionato, conquistando il mondo del design e facendo innamorare soprattutto il mondo della moda. La ricerca concettuale dell’artista supera quindi i confini che lui stesso aveva presunto, arrivando a realtà ancora più lontane che non faranno altro se non ampliare la pratica e le idee artistiche inizialmente elaborate da Arsham.

Daniel comincia così a disegnare i camerini del flagship store Dior a Los Angeles, le vetrine dello stesso brand a Milano, Parigi e New York. Insieme a Kim Jones ha cominciato anche a far viaggiare nel tempo le stesse sfilate di Dior, fino a creare una collaborazione con la maison, non a caso affiancata nello shooting finale alla sua DeLorean, simbolo universale del viaggio nel tempo della cultura pop.

I capolavori calcificati dal tempo, l’uso del bianco e degli stampi ha conquistato la moda e il design: da Dior a COS, da KITH a Pentatonic, da Calvin Klein a Beats by Dre, fino a UNIQLO.

UNIQLO UT è il brand che per primo ha unito abbigliamento, arte e cultura pop, riportando opere di Andy Warhol, Keith Haring e Jean-Michel Basquiat sui propri indumenti, ma anche personaggi Disney e i manga di Weekly Shōnen Jump. UNIQLO UT ha soprattutto portato artisti come KAWS, Takashi Murakami, Kosuke Kawamura e appunto Daniel Arsham a creare una propria versione di manifesti animati quali Sesame Street, Peanuts, Doraemon, Dragon Ball e, in ultimo, Pokémon. Come un’esibizione artistica di facile raggiungibilità e utilizzo.

Passando da un’era geologica all’altra, Arsham arriva quindi a Kanto, e riporta ai giorni nostri delle t-shirt dal suo passato ideale, oggetti che ci permettono di indossare facilmente opere museali, reperti storici di un tempo che ci ha affascinato ma che, con tutta probabilità, dobbiamo ancora vivere.