Lewis Hamilton ha portato 3 designer neri emergenti al Met Gala

Articolo di

Claudio Pavesi

Che Lewis Hamilton non sia solo un pilota di Formula 1, è un dato di fatto. L’inglese 7 volte campione del mondo è una conclamata icona di stile, un personaggio che è solito attirare l’attenzione grazie ai suoi outfit condivisi su Instagram e le sue collaborazioni costanti con Tommy Hilfiger. Hamilton è anche un noto attivista, una persona che non teme di parlare ad alta voce di temi scomodi. Lewis ha infatti criticato la F1 più volte per la gestione dei protocolli Covid, ma anche per la poca attenzione dell’organizzazione all’impatto ambientale, altro tema caro al pilota Mercedes, supportato dalla sua dieta vegana. Non solo, Hamilton è anche da sempre in prima fila sul tema dei diritti razziali. L’automobilismo è uno sport storicamente bianco, e il pilota inglese è stato artefice di una rivoluzione importante a livello di integrazione in uno degli sport più globali in circolazione. Non a caso, Hamilton fu molto attivo nel far sentire la propria voce relativamente al movimento Black Lives Matter.

A questo proposito, non stupisce la sua ultima trovata in cui ha unito moda, attivismo, sport e musica. In occasione del Met Gala, probabilmente la principale serata formale del panorama americano delle serate mondane, la passerella fashion più esclusiva al mondo, Hamilton ha acquisito i posti a un tavolo e li ha omaggiati a tre giovani designer neri, secondo lui meritevoli di essere presenti a tale evento. Non solo, ha permesso a questi designer di vestire diverse personalità, ovviamente anch’esse nere, di prima fascia nel campo dello sport, della musica e della creatività.

Il tavolo di Hamilton quasi al completo, manca solo Miles Chamley-Watson.

Hamilton e il suo cane Roscoe erano infatti vestiti da Kenneth Nicholson, seppur Roscoe non fosse tecnicamente invitato all’evento. L’iniziativa di Hamilton e della sua fondazione, Mission 44, voleva non solo spingere giovani designer, ma anche aprire un dialogo sulla moda realizzata dalle minoranze, per questo sono stati scelti profili di punta grazie anche alla consulenza di Anna Wintour. La sprinter Sha’Carri Richardson, nota per essere stata esclusa dalle Olimpiadi da parte del Comitato Americano per via della positività alla marijuana seppur fosse una sostanza legale nel suo Stato di residenza e non considerata dopante, indossava un look realizzato Edvin Thompson, designer di Teophilio. Lo stesso designer ha vestito anche il modello Alton Mason.

L’artista musicale Kehlani invece era interamente vestita da Jason Rembert, designer del brand newyorkese ALIÉTTE, stessa mano che ha realizzato il look anche di Law Roach, stylist e braccio destro di Hamilton nell’organizzare la serata. A completare il gruppo, ma solo come compagno di tavolo, il fiorettista Miles Chamley-Watson, anch’esso un simbolo estetico con pochi paragoni nello sport.