Sono tornati i loghi retrò sulle maglie da calcio

Articolo di

Massimiliano Macaluso

Oltre al prepotente ritorno delle pinstripes, alla moda delle maglie total black, alle dediche e ai messaggi nascosti, uno dei temi ricorrenti dell’estate del 2021 è sicuramente la riproposizione dei loghi retrò sulle maglie da calcio: un trend tutt’altro che casuale che va inserito in un fenomeno ben più ampio che ormai da anni contraddistingue l’industria creativa, quello del massiccio ricorso a idee e dettagli stilistici del passato. Sempre più spesso vengono riesumati alcuni elementi vintage per celebrare delle ricorrenze o anniversari importanti, ma talvolta si tratta di un estremo tentativo di sopperire alla mancanza di fantasia e di intuizioni, puntando invece su scelte più conservative come l’effetto nostalgia.

La Lazio, ad esempio, dopo il grandissimo successo della celebre “maglia bandiera” utilizzata parecchio nel corso degli ultimi anni, la prossima stagione giocherà con un kit nero Macron molto particolare in cui spicca il vecchio stemma con l’aquila con le ali tese disegnato da Cesare Benincasa e utilizzato dai biancocelesti dal 1982 al 1987. Anche l’Atalanta ha scelto di esaltare uno degli storici simboli della sua storia ultracentenaria, posizionando sul petto (ma solo sulla versione away) la sagoma della dea Atalanta che corre, al posto dell’attuale stemma sociale. Quella del club nerazzurro non è una trovata recente, visto che già nel corso della scorsa stagione, anche in quel caso solamente sulla maglia da trasferta prodotta da Joma, i lombardi avevano optato per la figura dell’eroina della mitologia greca, presente nel crest utilizzato dal 1963 al 1984.

Ultimo in ordine cronologico è arrivato il lancio delle maglie della Fiorentina firmate Kappa: tutti e quattro i kit prodotti dal brand italiano (il viola, il bianco, il giallo e il rosso) sono ispirati alle casacche indossate nel corso degli anni ’80 e saranno impreziositi da un vecchio stemma, che prenderà il posto dell’attuale crest gigliato. Si tratta di un crest già visto per un decennio sulle maglie di Roberto Baggio, Sócrates, Daniel Passarella e Giancarlo Antognoni, il giglio alabardato voluto dalla famiglia Pontello che, come si legge sulla nota ufficiale diffusa dal club, “è anch’esso parte di un patrimonio di immagini e simboli che la Fiorentina ha deciso di riportare a casa, nell’anno del 95esimo anniversario del Club, per valorizzarli e riproporli anche a nuove generazioni di tifosi”.

In Inghilterra, ha fatto molto discutere l’omaggio dell’Arsenal a uno dei suoi emblemi più rappresentativi: i Gunners hanno infatti presentato la nuova maglia away ispirata alla stagione 1970/1971 con il celebre cannon logo al posto del crest attuale, ma i tifosi hanno protestato parecchio visto che il cannone è rivolto verso est, all’opposto della direzione tradizionale, apparsa già negli anni ’20 e adoperata in moltissimi kit divenuti iconici. I gallesi dello Swansea, invece, hanno annunciato pochi giorni fa un rebranding temporaneo: nel corso di tutta la stagione 2021/2021 utilizzeranno un vecchio stemma, già visto sulle maglie dal 1992 al 1997, per celebrare il 40esimo anniversario della prima e storica promozione in Premier League, nel 1981.

Tra le novità presentate dall’Ajax c’è una maglia dedicata a Bob Marley, ma anche una versione inedita della casacca home, prodotta da adidas. I lancieri non avranno i cognomi dei calciatori sul retro (solamente in Eredivisie), preferendo un font speciale ispirato ai fasti degli anni ’70. Hanno scelto però di riutilizzare il vecchio badge, quello che ha segnato la storia del club essendo stato in vigore dal 1928 al 1990. Si è trattato di un modo per ringraziare i propri supporters, come si legge in una nota rilasciata dal club: «In una Johan Cruyff Arena senza tifosi per quasi tutta la stagione, il “vecchio logo” è stato uno dei pochi spettatori alle partite casalinghe dell’Ajax. L’impressionante banner, realizzato a mano dai tifosi, poteva essere trovato dietro la porta di settimana in settimana, sugli spalti che di solito sono l’epicentro di una ruggente Johan Cruyff Arena. Dopo una stagione così irreale, questo storico logo tornerà sulla maglia di casa, in quello che è un tributo unico ai tifosi. Questo logo non contiene le stelle del campionato, come in passato non era nemmeno così. Le tre stelle si mostrano come un dettaglio del collo, con una sottile aggiunta delle tre croci di Andrea».