Tutto quello che può esservi sfuggito ascoltando “Persona” di Marracash

Articolo di

Greta Scarselli

Sapevamo che sarebbe tornato, non sapevamo quando, non sapevamo come; i suoi stessi collaboratori non avevano idea di quanto tempo ci avrebbe messo ma lo hanno lasciato fare e hanno atteso con pazienza, perché una cosa era certa: al momento giusto sarebbe tornato con un disco che avrebbe fatto tremare la scena.

Oggi ce l’abbiamo tra le mani, è qui, è concreto come la sua persona, come i pensieri che racconta, come la sofferenza, la depressione, la crisi personale che lo ha tenuto fermo per due anni ma da cui è finalmente uscito. Marracash ha impacchettato tutto in un disco, scrivendo per tre mesi come un fiume in piena, come sangue che esce dalle vene, e ci ha regalato l’antidoto per ogni male. Una lezione alla sopravvivenza spiegata da colui che oggi, dopo essersi liberato da un peso di tre anni, si è alzato sulle proprie gambe e ha lasciato la maschera sul trono, senza avere più paura.

Persona” è un disco pieno, nel senso letterale del termine. È costruito sulla sofferenza, sulle opinioni, sui pezzi di storia e, nel caso vi fosse sfuggito qualcosa, abbiamo deciso di racchiudere qui tutto quello che c’è da sapere sul nuovo disco di Marracash, raccontato da Fabio in persona.

La relazione tossica

Marracash condivide poco o niente della sua vita privata, ma ciò non vuol dire che stia andando tutto bene. Questi 3 anni in cui lo abbiamo visto assente, e lo abbiamo rimproverato per questo, lui era nel pieno di una crisi personale, dovuta a un trauma provocatogli da una donna, probabilmente quella mancanza di fiato che ti assale quando ti accorgi che la persona che hai accanto non era niente di tutto ciò che speravi.

Ho avuto una specie di crisi personale e una relazione di quelle che si leggono sul giornale, da acido in faccia. Una relazione abbastanza tossica che quindi ha contribuito a togliermi la vita, ne parlo in un pezzo.

Marracash

Quel pezzo è “Crudelia” e merita sicuramente una certa attenzione, perché a parlare così ci vuole del coraggio. Il rapper ne è uscito ma ne ha accusato i colpi uno a uno, li ha vissuti fino in fondo e poi si è tolto con la penna i proiettili dal corpo.

Lo stesso sangue di Massimo Pericolo

Quella che Marracash ha riconosciuto nel rapper di Varese è stata la stessa angoscia, lo stesso tormento di vivere con le mani legate ma anche il saperlo raccontare con parole semplici, che arrivano a tutti.

Entrambi abbiamo un rifiuto per quella che è la nostra famiglia, per il nostro background, una sorta di repulsione della mediocrità che poi è quello da cui veniamo, dal nulla della periferia.

Marracash su Massimo Pericolo

È questo che li unisce, il contesto e la risposta agli stimoli con una lirica difficile da trovare, marcata dall’aggressività e temperata da un’anima dolce che va al di là della figura del rapper. “È meno dadaista”, dice, “e in questa ondata di rapper in cui tutti vogliono rappresentare la strada, lui ha sicuramente una marcia in più”.

Il titolo originale

Non era “Persona”, bensì “Avatar”. Un concetto che voleva rappresentare il personaggio costruito da Fabio, la dualità di cui vive un artista. Non era convinto però, avrebbero tutti quanti pensato agli uomini blu del mondo di Pandora e allora, su consiglio di Venerus, ha deciso di buttarsi su un altro film, “Persona” appunto, un’opera di Bergman realizzata nel ’66 e che racchiudeva l’esatto concetto cercato. La voce che sentite alla fine di “Body Parts” è proprio un dialogo preso da lì.

“Persona”, nel senso del termine, può essere letto in differenti modi, nel mondo anglosassone significa personaggio, mentre soltanto oggi lo associamo a noi stessi.

La bandiera dell’ignoranza

Il concetto è semplice, nei tempi moderni l’ignoranza viene sventolata come una bandiera, ma chi se ne prende poi davvero le responsabilità? In “Quelli Che Non Pensano”, Marracash fa un’osservazione sottile riguardo coloro che votano Lega.

Il sonno della ragione vota Lega

Marracash in “Quelli Che Non Pensano”

“Il sonno della ragione genera mostri” è un’opera di Goya presa in prestito dal rapper per sottolineare un problema preciso: la gente dimentica, ha un modo strano di ricordare il passato, e ci si chiede come oggi si possano cancellare dai ricordi errori fatti – relativamente pochi – anni fa. La politica è il campo perfetto, Marra parla di Bossi, di Berlusconi, dei posti di lavoro dimenticati e di una retorica che è sempre la stessa, ripetitiva, eppure accolta ogni volta come se fosse la prima.

Quelli che ben pensano

Impossibile non aver riconosciuto il riferimento al brano di Frankie HI-NRG MC, pietra miliare dell’hip hop italiano che ha fotografato, e tenuto ben impressa fino ad oggi, una società ipocrita che nasconde la testa sotto la sabbia. “È figlia di tempi diversi”, dice Marra, “la prospettiva ora è diversa, noi tutti siamo così”.

Siamo veramente passati a una cosa pericolosa, che è quella di smettere di andare in profondità alle cose.

Marracash

Nel 2010 Marracash raccontava in “Stupido” una fase del mondo che si è accorto continuare fino ad oggi, una leggerezza di pensiero che dura ormai da anni e che è difficile da superare, ci siamo tutti dentro fino al collo. È stato il brano più complicato da scrivere di tutto il disco, ha detto.

Il tasso di depressione in crescita

È un argomento che non è passato sicuramente in secondo piano e su cui Marracash potrebbe parlare per ore. Ha voglia di farlo perché nessuno lo fa, è ancora un tabù e Kanye West aveva ragione. L’essere tormentati è una cosa che attanaglia molti artisti – il 70% – e il rapper spesso si è trovato a fare da fratello maggiore a molti di loro. 

I più giovani sono spaventati perché non sono capaci di dargli un nome, si sentono sbagliati e non riescono a capire.

Marracash

Eppure anche lui ne ha passate, soprattutto in questi tre anni in cui, dopo “Santeria”, è stato vittima della consapevolezza che al giorno d’oggi ci fosse veramente poco in cui credere, dai politici ai giornali, dai social network alla felicità presunta. Marracash non è uno che dimentica ed è un discorso che già venne fuori nella lunga chiacchierata con Giuseppe Sala.

Non c’è molto in cui credere oggi come oggi e questa è stata per me una delle grandi crisi che mi ha portato ad allontanarmi.

Marracash

E Greta Thunberg?

Per quanto questo titolo potesse rendere curiosi, dietro c’è qualcosa di molto più soft di quello che ci potevamo aspettare, merito di Cosmo però, dobbiamo dirlo. Marracash non si è infatti trattenuto dall’esporre la propria negatività: “estinguiamoci” voleva essere il senso provocatorio del brano, a cui però l’ex professore di storia ha messo un freno, dando un risvolto positivo alla conclusione dell’opera.

Insomma, a forza di buttar giù parole Fabio ha vinto la sua battaglia, “ho cercato di gareggiare con me stesso, di fare il meglio per me”, ha spiegato e gli assicuriamo che è proprio in questo modo che è riuscito a fare anche il meglio per tutti.

prossimo articolo

Diesel e 24Bottles insieme per la riduzione dei rifiuti plastici