Aimé Leon Dore, il brand che racconta il Queens senza cliché

Articolo di

Ruben Di Bert

Sono settimane che Aimé Leon Dore ha attirato l’attenzione su di sé, con l’annuncio di una nuova join venture assieme a New Balance, comunicata attraverso una campagna pubblicitaria per nulla banale.

Abbiamo dunque deciso di cogliere questa occasione per approfondire la sua storia aldilà della nota partnership.

Anche nel caso di Aimé Leon Dore le collaborazioni sono una parte fondamentale della propria identità. Nel giro di pochi anni l’abbiamo vista unire le forze con Timberland, Woolrich, SUICOKE, PUMA, New Balance, KITH, Nas, New Era e Nike con un paio di Air Force 1 Low bespoke che hanno letteralmente fatto impazzire i social network.

Tutto ciò non si limita a delle semplici occasioni per far aumentare l’hype, bensì si tratta di un modo per incrociare diverse storie e fornire prodotti che possano raggiungere una porzione di clienti più ampia.

La storia di Aimé Leon Dore parte esattamente nel 2014, quando Teddy Santis, un giovane cresciuto nel Queens tra graffiti, campi da basket e college, si trova quasi costretto a iniziare un nuovo capitolo della sua vita lasciando l’umile attività di famiglia. Nasce così un marchio di moda che sorpassa il concetto più comune di streetwear, trasformando in abbigliamento la passione viscerale per New York.

Ciò che all’inizio sembrava un po’ confuso è diventato in breve tempo un piccolo universo molto ben definito, in cui l’esperienza fatta sul campo ha sicuramente rappresentato un ruolo chiave nella sua carriera.
Lo stile della label strizza l’occhio al criterio di preppy, prendendo spunto da alcuni maestri come Ralph Lauren, Tommy Hilfiger e Calvin Klein.

I capi sono quindi lineari ed estremamente versatili, con una color palette delicata e una presenza dei branding mai troppo invadente. Basti pensare anche solo al suo flagship store situato nella metropoli statunitense, che ha tutta l’aria di una piccola boutique parigina con interni minimali in legno bianco, tappeti persiani e persino un caffé annesso.

Con Aimé Leon Dore, Teddy Santis vuole quindi dimostrare di non ricadere nei soliti cliché della strada, proponendo dei look pensati per i gusti di chi vive attualmente nei sobborghi della Grande Mela, ricordando gli anni ’90.

Arrivati a questo punto, siamo abbastanza sicuri che apprezzerete questo brand e che proverete a tutti i costi ad aggiudicarvi l’attesa collaborative collection con New Balance, di cui presto vi forniremo maggiori dettagli.

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