La guida definitiva per sopravvivere su Vinted

Il mondo dell’usato e del vintage è, ad oggi, considerabile uno dei principali “trend” nel mondo del fashion. Non importa se la causa di questo cambiamento è da ricercarsi nell’ascesa dell’estetica Y2K o in un approccio più sostenibile al settore dell’abbigliamento, nel fascino di trovare un pezzo unico o nella semplice voglia di spendere meno: siamo tutti diventati schiavi del passato. Negli ultimi anni, infatti, l’interesse del grande pubblico, soprattutto dei più giovani, e delle celebrities si è lentamente spostato dai riflettori delle passerelle scintillanti e dalle vetrine delle maison di lusso a piccoli negozi, spesso nascosti o sconosciuti ai più, in cui poter trovare qualcosa di più personale e originale, più raro. Quanto è soddisfacente poter rispondere “in un vintage!” a chi ti chiede dove hai comprato il tuo nuovo maglioncino o il paio di Levi’s 501 slavati che indossi con fierezza tutti i giorni?

E mentre ogni weekend i mercati di Porta Portese, dei Navigli e di tante altre città italiane vengono letteralmente invasi da migliaia di persone a caccia dell’affare perfetto, durante la settimana lo stesso sovraffollamento si sposta su piattaforme digitali come Depop e Vinted sulle quali, tra un’offerta e l’altra, si può acquistare davvero qualsiasi cosa.

Ma è qui che iniziano i problemi. Con una mandria di compratori di usato sempre più assatanata e con il diffondersi della nuova febbre da “decluttering” (la pratica di liberarsi degli oggetti vecchi o inutili che popolano le nostre case), i siti di compravendita online stanno diventando alla mercé di chiunque e, tra scarpe distrutte messe in vendita a qualche euro e “ribassatori” seriali del prezzo, è sempre più difficile destreggiarsi nella giungla di queste piattaforme, sia come cliente che come venditore. Per questo abbiamo deciso di stilare una serie di consigli (o norme di buona creanza, scegliete voi) per far sì che i vostri account Vinted comincino a farvi fatturare di più o semplicemente per evitarvi un esaurimento nervoso ogni volta che provate ad acquistare una semplice t-shirt da cinque euro.

1. Trovate il Mario Testino che è in voi

Come su Tinder, la prima impressione è quella che conta e la scelta delle fotografie è fondamentale. Se c’è una cosa che può immediatamente scoraggiare un possibile compratore, infatti, sono le pessime foto che ritraggono l’oggetto in vendita. Scatti mossi, troppo bui, a volte sfocati o con qualche figura nascosta sullo sfondo, per non dimenticare poi gli scatti a vestiti stropicciati o macchiati: a volte basta qualche piccola accortezza per trasformare un annuncio in un successo.

In un mare pieno di pesci, quindi, cosa attira l’attenzione? Sicuramente capire cosa si sta vendendo o acquistando. Trovate una zona luminosa, scegliete una superficie pulita e neutra ma allo stesso tempo in grado di dare un tocco in più al vostro piccolo set (un tappeto colorato, perché no!), ma soprattutto stirate i vostri capi. Nessuno è attratto da vestiti mal tenuti: chi vorrebbe spendere dei soldi per uno straccio? Trattate quindi i vostri prodotti come vorreste venissero trattati i vostri futuri acquisti (semicit.). Tornando alle fotografie, non importa essere Oliviero Toscani o Helmut Newton per riuscire a vendere una camicia, un iPhone è più che sufficiente per ottenere degli scatti dignitosi in grado di conquistare lo spettatore e ricordate: il prodotto è ciò che conta, ma la luce giusta fa miracoli.

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2. Non vi accollate

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Una volta che lo scatto perfetto ha fatto breccia nel cuore di un possibile compratore, probabilmente avrete guadagnato un nuovo “mi piace”. Il cuoricino rosso però non è una dichiarazione d’amore, e nemmeno un assegno bancario pronto da depositare. Evitate quindi di contattare chiunque vi lasci un mi piace: messaggi tipo “sei interessato?” o “vuoi altre foto?” raramente vi aiuteranno a concludere la vendita. Il più delle volte, infatti, causeranno l’effetto contrario, infastidendo la persona dall’altra parte che si sentirà osservata come quando il commesso ti spia dall’angolo del negozio e ogni due minuti ti chiede se hai bisogno. Se davvero qualcuno è interessato al tuo prodotto, state tranquilli: vi contatteranno per avere più informazioni. I “like tattici” non esistono su Depop.

3. Abbandonate l’ermetismo

Le foto sono importanti tanto quanto la descrizione dell’articolo in vendita. È sicuramente bellissimo e interessantissimo vedere dodici fotografie di etichette e cuciture, ma qualche informazione in più riguardo al capo è sempre apprezzata. Misure, condizioni, anno e collezione, luogo e ricevuta d’acquisto sono tutti dettagli che possono sicuramente aiutare gli indecisi a fare la propria scelta e, allo stesso tempo, vi faranno risparmiare qualche chat inutile e inconcludente. Non fate i misteriosi e aggiungete tutti i dettagli possibili riguardo ciò che state vendendo: il Kinder Sorpresa esiste già.

4. Lasciate perdere il mercante in fiera

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Evitate strategie di contrattazione e giochi di potere che nemmeno in Game Of Thrones. Tra le varie categorie di utente sulle piattaforme di compravendita online, la più fastidiosa è proprio quella del “contrattatore seriale“: colui/colei che, indipendentemente dal prezzo originale dell’annuncio, tenta l’affare proponendo una cifra assurdamente più bassa. A volte un piccolo sconto è concesso, ma questo non significa che il costo originale sia un numero messo lì a caso.

Ancora peggio sono quelli che ingaggiano amici e parenti lontani per fare offerte ridicole, per poi rilanciare dal proprio account con qualche euro in più. A tutti piace risparmiare e quando il prezzo è esagerato è giusto chiedere di abbassarlo: non siamo però al bazar e a volte è meglio lasciar perdere le tattiche fastidiose.

5. No al ghosting

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Sia che stiate cercando di acquistare il vostro prossimo grail, sia che vogliate vendere i vostri vestiti delle medie, a nessuno piace essere ghostato. Anche senza doppia spunta blu, infatti, fa sempre male rimanere in balia di una risposta che, probabilmente, non arriverà mai. Per questo, agite solo se convinti delle vostre intenzioni: non inviate proposte per poi scomparire nel nulla, non mettete in vendita prodotti a cui siete affezionati. Rimanete quindi realisti e controllate il saldo della vostra carta di credito prima di fare false promesse; allo stesso tempo, se quella t-shirt in fondo all’armadio vi ricorda la vostra prima fidanzata e sentite la nostalgia di quegli anni, non create nemmeno l’annuncio: non date false speranze.

6. Le prenotazioni si fanno solo al ristorante

Altro elemento che manda su tutte le furie il popolo di Vinted è leggere “PRENOTATO” sotto a un’inserzione, o sentirsi chiedere di tenere da parte un prodotto perché (forse) verrà acquistato nelle prossime settimane, se non nei prossimi mesi. In questo caso, secondo noi, vale la vecchia regola del “chi prima arriva meglio alloggia“. Non siamo al ristorante, e nemmeno in un hotel: chi è interessato all’acquisto lo fa subito, senza attendere giorni e giorni mentre qualcuno, nel frattempo, avrebbe già potuto avere tra le mani quei pantaloni cercati per mesi.