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I calciatori del nuovo millennio a Euro 2020

Articolo di

Massimiliano Macaluso

Si sono già disputati più della metà degli incontri di Euro 2020 e in mezzo a un numero pressoché infinito di statistiche, cifre e record che si aggiornano quotidianamente sono arrivati pure quelli relativi ai calciatori più giovani: il polacco Kacper Kozłowski ad esempio, che con i suoi diciassette anni era il più piccolo tra tutti i convocati, ha esordito nel match contro la Spagna e ha stabilito il primato di giocatore più giovane di sempre a esordire nella competizione (17 anni, 7 mesi, 34 giorni), superando di poco l’inglese Jude Bellingham e il tedesco Jamal Musiala, che si presentavano entrambi ai nastri di partenza con il 2003 come anno di nascita sulla carta d’identità. 

Record tutt’altro che inaspettati, visto che si sapeva già alla vigilia: Euro 2020 sarebbe stato il primo campionato europeo di calcio in cui ci sarebbe stato spazio per i calciatori nati dal 2000 in poi, quelli della Generazione Z. Ma non come semplici comparse, bensì come attori principali, vista la loro presenza così massiccia: ben 38 sparpagliati in 21 delle 24 Nazionali in scena (le eccezioni sono Francia, Finlandia e Austria), un numero spaventoso se consideriamo che nella scorsa edizione dei campionati europei di calcio, Euro 2016, non ce n’era nemmeno uno. 

Jamal Musiala ha già debuttato e segnato sia in Bundesliga che in Champions League, con il Bayern Monaco

Ed è stato inevitabile anche che andasse in gol un calciatore del nuovo millennio, l’incognita iniziale era solamente quella di capire chi avrebbe sbloccato questo traguardo. Dopo esserci andato molto vicino Phil Foden nel match d’esordio dell’Inghilterra contro la Croazia, fermato solamente dal palo, il primo a riuscirci è stato il danese Mikkel Damsgaard, in occasione della terza gara del girone contro la Russia. Il calciatore della Sampdoria, pur rimanendo il più giovane in assoluto, ha comunque perso dopo appena poche ore il privilegio di essere l’unico e il solo, raggiunto dallo spagnolo del Manchester City Ferrán Torres, in gol nel 5-0 di Spagna-Slovacchia.

Al netto dei tanti assenti illustri (Erling Haaland, Ansu Fati, Mason Greenwood, Dominik Szoboszlai, Eduardo Camavinga, Dusan Vlahovic, Moise Kean), la parabola dei classe 2000 è sicuramente destinata a continuare ancora in questo campionato europeo, vedi la brillante prestazione di Dejan Kulusevski, un altro calciatore a lungo invocato ma costretto a saltare le prime due partite per la positività al COVID-19, autore di due assist contro la Polonia. L’hype per le prestazioni dei calciatori nati in questo spazio temporale così vicino ai nostri giorni è giustificato anche dal fatto che molti di loro non solo sono già protagonisti con dei top club europei, ma sono già famosi per situazioni extra campo. Tra i britannici presenti a Euro 2020 (4 inglesi, 5 gallesi e 2 scozzesi) ad esempio c’è Jadon Sancho, che oltre al rendimento col Borussia Dortmund è già da tempo uno degli atleti di punta di Nike e nel 2019 grazie al brand americano ha costruito un playground per la comunità dove è nato e cresciuto, a South East London; il connazionale Bukayo Saka, invece, oltre che reduce da una super stagione con l’Arsenal, è stato scelto appositamente come nuovo ambassador da New Balance, che ha puntato forte sui giovani talenti della Premier League.

A parte l’avere stipulato già le tradizionali partnership con top brand per la fornitura tecnica – chi con Nike, chi con adidas, chi con PUMA – alcuni invece hanno già stretto un legame più profondo con il mondo della moda. Phil Foden, atteso a Euro 2020 anche per via della capigliatura sfoggiata qualche giorno prima dell’inizio della competizione e recentemente protagonista di una serie di progetti con EA Sports, nel 2018 era stato scelto per indossare la collezione di Nike x Kim Jones, “Football Reimagined”; Ferrán Torres invece è diventato da poco testimonial di Royle Eleven, giovane brand fondato dal calciatore scozzese Robert Snodgrass e anche formal wear partner della Tartan Army. A proposito di Scozia, il giovane prodigio del Chelsea Billy Gilmour, MOTM del match contro l’Inghilterra, ha sfilato per Burberry ai tempi dei Rangers Glasgow; il centrocampista dell’Ajax Ryan Gravenberch invece è già finito sulla cover del magazine olandese Life After Football.