Impiegati di EA Sports stanno vendendo illegalmente carte di Ultimate Team

Articolo di

Claudio Pavesi

La EA Sports ha creato un impero con Ultimate Team, un mondo che ha fatto anche storcere il naso a molte persone in quanto l’iniziativa di EA si è evoluta in un sistema targettizzato sì ai giovanissimi ma comunque assimilabile al gioco d’azzardo, come se ogni pacchetto fosse un giro alla roulette. Ora pare che la EA Sports sia sotto la lente di ingrandimento dato che alcuni utenti hanno scoperto un sistema di vendita illegale di carte da parte di alcuni dipendenti.

L’evoluzione che negli ultimi anni ha avuto Ultimate Team ha condotto poi a un uso molto più intenso del denaro reale delle transazioni per via della notorietà di questa modalità su YouTube e del gioco competitivo. Ciò ha poi condotto a varie dinamiche di secondo mercato quali i siti che aiutano ad avere scontistiche sui pacchetti, ma anche transazioni di vendita sulle singole carte tramite privati. Quando abbiamo intervistato Insa per parlare di esports, ci ha spiegato che alcuni giocatori diventano mandatori per competere ad alti livelli, giocatori ovviamente forti e rari, quindi costosi.

Secondo quanto ricercato dal gamer professionista italiano e giocatore del Cagliari esports Matteo Ribera, alcuni dipendenti di EA Sports sarebbero direttamente coinvolti nella vendita di carte a privati. Come visibile dal video di Matteo e dai suoi screenshot, vediamo come il tono usato da questi venditori illegali sia sicuro quanto abitudinario, come se la pratica di cui sopra fosse routine, con tanto di prezzario, pacchetti speciali per acquisti multipli e sconti per amici. Il tutto, assicurano loro, senza la minima possibilità di essere scoperti, segnalati o bannati. Ogni lunedì sugli account PSN di tanti ragazzi infatti vengono consegnate carte reperite e pagate illegalmente.

Ronaldo in versione Moments viene venduto a 2500 dollari, Gullit nella medesima versione varrebbe 1000 dollari ma ci sono pacchetti per diverse cifre. Tutto ciò è particolarmente grave se consideriamo tutti i business che girano attorno a questo mondo come i video di YouTube, il pro-gaming, gli stream su Twitch dedicati e molto banalmente la normale passione di tutti quei ragazzi che giocano ore per recuperare crediti e spenderli in pacchetti.

La situazione può essere assimilabile a quella che nemmeno dieci giorni fa ha visto la VP e CEO di Nike per il Nord America dare le dimissioni in seguito all’uscita di un articolo che raccontava il business da reseller condotto dal figlio. Al momento EA Sports ha dichiarato di vergognarsi molto dell’accaduto e ha assicurato che ci sarà un’investigazione interna per risolvere il problema, eliminare chi porta avanti certi business illegali e risanare l’integrità di Ultimate Team. La comunicazione di scuse, va detto, è arrivata solo sul profilo Twitter di FIFA, non su quello Instagram.

Il mercato legato a FUT è gigantesco. Nel 2015 questa categoria ha portato a EA Sports un fatturato di 587 milioni, cifra che è costantemente salita seguendo l’esplosione del mondo esports. Nel 2016 Ultimate Team ha fatto incassare 660 milioni, 775 nell’anno successivo, 1.18 miliardi nel 2019, 1.37 nel 2019 e addirittura 1.49 miliardi nel 2020. Sia chiaro, con queste cifre indichiamo la somma di tutti gli Ultimate Team, inclusi quelli di Madden e NHL, ma secondo le ricerche di Ryan Gee, responsabile di questa categoria di analisi a Bank of America, solo la versione di FIFA ha portato nelle casse di EA Sports 900 milioni nel 2020, con l’obiettivo di sfondare il muro del miliardo nel 2021.

Alla luce di tutto questo, la situazione risulta particolarmente grave perché non solo fa perdere fiducia nel pubblico ma intacca anche la credibilità di chi utilizza FIFA come strumento di lavoro. Il caso è ovviamente in aggiornamento e sarà interessante vedere quali soluzioni verranno adottate, come verranno monitorate le squadre in futuro e che variazioni subirà il mercato di FUT. Vi terremo ovviamente aggiornati in merito.