Fashion

L’industria della moda si sta sempre più interessando ai videogame

Articolo di

Ruben Di Bert

Come tutti sappiamo le collaborazioni sono diventate una componente fondamentale all’interno del fashion business, ma ultimamente stanno prendendo un verso inaspettato, stiamo parlando dei progetti intrapresi dai brand di moda con il mondo del gaming.

Ebbene sì, se pensavate che l’universo nerd non avrebbe mai potuto legarsi con le passerelle più glamour, dovete ricredervi.

Gli esempi che confermano l’interesse degli stilisti per questa nuova frontiera sono tanti e piuttosto vari, ma possiamo suddividerli in quattro categorie di base.

Capsule collection

Poter vestirsi delle proprie passioni è il desiderio di ognuno di noi e anche i gamer non fanno eccezione. È per questo che negli anni, seguendo il successo in continua ascesa dei videogame, anche i più noti marchi hanno deciso di realizzare delle speciali capsule collection.

La lista è pressoché infinita, così come le differenti tipologie di brand che hanno aderito al trend: si va da BAPE x PUBG alle sneakers di Nike e Vans dedicate a PlayStation e Nintendo, fino alla collezione di Moschino a tema The Sims, per poi passare alla partnership fra League of Legends e Louis Vuitton, che oltre a disegnare una sofisticata linea, si è occupato anche del baule che ha custodito il trofeo Summoner.

Personalizzazioni digitali

Fra tutte, questa è indubbiamente la categoria che rappresenta al meglio il legame che si sta costruendo tra l’industria della moda e i videogame. Nel corso degli ultimi anni abbiamo visto approdare numerosissimi brand nei più famosi titoli di videogame. Oltre a vestirci nella realtà, Jordan, Ih Nom Uh Nit, AAPE BY A BATHING APE e fragment design (solo per citarne alcuni) hanno unito le loro forze con Fortnite, NBA 2K20, Gears of War e Pokémon GO per realizzare delle speciali skin in edizione limitata che trasferiscono i loro capi griffati nel mondo virtuale per non rinunciare mai a essere trendy.

Case di moda che creano videogiochi

Quale miglior strategia per avvicinare i millennial se non creare dei videogame per smartphone? È così che la pensano nomi del calibro di Gucci, Hermès, Burberry e Dior, ma anche il più emergente Formy Studio. Recentemente infatti numerosi marchi finora estranei al settore hanno scelto di debuttare nel mondo della tecnologia con delle app o siti web d’intrattenimento dal tocco fashion. Si tratta sicuramente di una scelta epocale che fino a poco tempo fa nessuno avrebbe previsto.

Personaggi virtuali come testimonial

L’evoluzione tecnologica che è avvenuta nell’ultimo decennio sta avendo un ruolo molto rilevante nel fashion business. Per la prima volta si comincia a parlare di realtà aumentata e influencer in CGI, ma vedere un personaggio di un videogioco diventare testimonial per le più prestigiose firme dell’alta moda è stata una vera sorpresa. È il caso di Lightning di Final Fantasy, che ha “posato” come modella le campagne pubblicitarie di Louis Vuitton e Prada. Potrebbe benissimo non trattarsi di un singolo caso e molto probabilmente succederà ancora.