Lasciata adidas, Mesut Özil creerà M10, il suo brand personale

Articolo di

Claudio Pavesi

È ormai noto che Mesut Özil non avrà uno sponsor tecnico nel 2020-21 visto che adidas non rinnoverà l’accordo col tedesco, motivo per cui il giocatore dell’Arsenal ha deciso di sviluppare il proprio brand: M10.

I motivi per cui Özil si ritroverà senza sponsor tecnico sono diversi. Da un lato vediamo il rilevante elemento politico: l’addio alla nazionale tedesca per via delle critiche razziste ricevute e il tweet di critica al governo cinese per denunciare la persecuzione dell’etnia turcofona uigura. Queste scelte, così come il suo strettissimo rapporto col presidente turco Erdogan, hanno portato a situazioni scomode per il tedesco di origine turca, tra cui la cancellazione dalla versione cinese di PES 2020.

Mesut Özil parla con Mohamed Elneny, indossando un cappello con logo M10, il suo brand.

La politica però è solo un elemento parziale in questa storia, come sempre, specie quando si parla di soldi. Le motivazioni puramente economiche infatti sono diverse. Il contratto con adidas gli è fruttato 20 milioni di euro dal 2013, non una cifra da poco, soprattutto per un marchio che ha detto di voler tagliare i budget a causa delle grandi perdite recentemente subite sul mercato, un calo che ha toccato anche il 40% ad aprile. Le Three Stripes hanno anche detto di voler puntare su giocatori giovani come Callum Hudson-Odoi del Chelsea e non hanno mai nascosto l’obiettivo di firmare Leroy Sané, stella del Manchester City che ha tutte le carte in regole per diventare il nuovo numero uno di adidas: giovane ma con esperienza internazionale, talentuoso, icona della moda fuori dal campo, tedesco e pronto a passare al Bayern Monaco, squadra adidas per eccellenza.

Per questi motivi, Özil ha deciso che non si metterà a cercare nuovi accordi, al contrario svilupperà il proprio brand. Özil è un ottimo imprenditore. Insieme al fratello ha aperto Özil Marketing, ha sempre giocato in grandi club, con contratti sostanziosi, come dimostrano i 15.5 milioni di euro annui (in media) del contratto che lo lega all’Arsenal. Özil ha anche fondato Unity, un brand di prodotti per il corpo e i capelli di origine naturale, e possiede anche un team di esports. La capacità imprenditoriale di Özil si nota principalmente in un fatto: ha sempre mantenuto la proprietà del proprio logo, M10. Il calciatore potrà quindi continuare a utilizzare il logo e il nome del marchio già visto sugli scarpini firmati adidas. Infine, ha da poco lanciato un e-commerce proprio a tema esports, su cui venderà anche i prossimi prodotti legati al proprio marchio.

Una schermata per promuovere una live di M10 Esports.

Non tutti sono riusciti a portare avanti una contrattazione del genere, spesso infatti gli atleti non riescono a possedere i diritti del proprio logo, con quest’ultimo che rimane saldamente ai brand. Un esempio potrebbe essere quello di Shaquille O’Neal, che ha dovuto cambiare logo una volta lasciata Reebok, mentre più recentemente ci sono state forti battaglie legali con Nike da parte di giocatori volati presso altri lidi, nel tentativo di recuperare l’uso dei loro simboli. Alcune di queste sono state vinte, come quella di Roger Federer, ritornato in possesso del suo “RF” anche sotto UNIQLO, mentre il “Klaw” di Kawhi Leonard non lo seguirà a New Balance, rimanendo in possesso di Nike.

Proprio la NBA, da poco citata, ha mostrato come lo sviluppo di un brand autonomo sia possibile. Diversi giocatori, diverse vie: Stephon Marbury creò un brand concentrandosi sull’accessibilità, garantendo scarpe da basket al costo di 15 dollari, così che tutti potessero permettersele, mentre di recente Spencer Dinwiddie ha creato K8IROS, un marchio venduto interamente tramite il suo sito che include transazioni in criptovalute e aste benefiche per le scarpe da lui utilizzate in partita.

A proposito di scarpini vintage, Özil qui indossa le adidas Predator Precision del 2000.

Mesut Özil potrebbe e dovrebbe seguire questo modello, anche se al momento non ha ancora dichiarato nulla di preciso in merito. Recentemente, infatti, il suo agente Erkut Sogut ha parlato a The Athletic dicendo che, in primis, adidas non ha interrotto il contratto con il calciatore, semplicemente si è arrivati alla scadenza dell’accordo ed entrambe le parti non hanno voluto proseguire. Sogut ha anche detto qualcosa sul futuro degli scarpini del campione del Mondo 2014:

Chi lo sa? Ora è libero di fare quello che vuole. Forse indosserà PUMA per qualche partita, Nike per la successiva, e così via. Potrebbe indossare anche prodotti di un micro-brand dell’Indonesia o della Malesia. Sta a lui decidere. Mi ha già detto che ci sono alcuni vecchi scarpini del passato che vorrebbe indossare in partita.

Erkut Sogut, agente di Mesut Özil, ha parlato a The Athletic

Il vintage è prepotentemente tornato di moda anche nel mondo del calcio, con diversi profili ormai celebri su Instagram incentrati solo sulla ricerca di vecchi scarpini per i calciatori professionisti, nonché per il pubblico generalista. Quando gli è stato chiesto se M10 includerà anche la produzione di scarpini oltre che di abbigliamento, Sogut non ha né confermato né smentito, facendo pensare che il periodo di utilizzo di prodotti vintage sarà per Mesut Özil un tappabuchi, in attesa di affrontare i campi e le strade interamente marchiato M10.

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