I giocatori NBA avranno uno speciale anello per identificare il coronavirus

Articolo di

Claudio Pavesi

La NBA si avvicina al ritorno a Orlando, precisamente a Disney World, con un formato totalmente inedito e mai visto che abbiamo spiegato in un articolo, disponibile QUI. Chiusi nella “bolla di Orlando”, la salute dei giocatori NBA sarà tracciata anche da uno speciale anello che aiuta a prevedere i sintomi del COVID-19.

Adam Silver e diverse leggende NBA all’inaugurazione della NBA Experience a Disney World.

La situazione è relativa al ritorno in campo a Orlando, la situazione è più delicata di quanto non fosse un paio di settimane fa. Alcuni giocatori hanno espresso dubbi sul ritorno, dicendo che il basket giocato distoglierebbe le attenzioni dalle iniziative e le manifestazioni legate a Black Lives Matter, campagne che hanno ricevuto particolare attenzione da moltissimi giocatori NBA. Allo stesso modo, altri hanno detto che il prendere parte alla fase finale della stagione non limiterà l’impatto sociale, altri ancora invece hanno la necessità di giocare, essendo magari al primo contratto professionistico in carriera.

In questa situazione di incertezza, la NBA sta prendendo misure sempre più stringenti per via del fatto che la Florida si sta rivelando il nuovo epicentro del coronavirus negli Stati Uniti. In questa settimana sta facendo registrare più di 3000 nuovi contagi al giorno, e si presume supererà a breve i casi totali di New York. Per questo motivo la NBA ha prima instaurato una linea telefonica in cui è possibile riportare potenziali violazioni in maniera anonima, poi redatto un protocollo di sicurezza da 113 pagine.

Gli anelli di Oura, utilizzati anche dai giocatori NBA a Orlando.

Uno dei temi più caldi di questo protocollo è proprio il già citato anello per aiutare a capire i sintomi, ma non è l’unico. Obbligatori sono i MagicBands, dei bracciali che fungono da chiavi di accesso per le stanze e verranno connessi con i check point di sicurezza, così come controlleranno che tutti i giocatori siano andati al rispettivo controllo per il tampone e assicureranno che le distanze di sicurezza di 6 piedi (1.82 metri) vengano mantenute (tramite notifiche audio) così da assicurare il social distancing, molto importante visto che i giocatori potranno esplorare Disney World e prendere parte a varie attività per sfruttare il potenziale che il parco offre, dai cinema ai campi di golf.

Ma in cosa consiste lo smart ring? Lo smart ring può analizzare la temperatura corporea, le funzioni respiratorie e il battito cardiaco, riuscendo così a prevedere i sintomi del COVID-19 fino a tre giorni di anticipo con una precisione del 90%, secondo i recenti studi. Va detto che queste informazioni sono state date dall’Università della California, San Francisco (UCSF), partner nello sviluppo di questo prodotto fin dalla sua nascita. Alcuni giocatori come Kyle Kuzma hanno reso noti i lori dubbi in merito.

https://twitter.com/kylekuzma/status/1273713708359802880

Quanto esposto dal giocatore dei Lakers va a unirsi a quanto detto a inizio articolo, ovvero la delicata situazione attuale che unisce voglia di giocare e una situazione sociopolitica quantomai unica. Per questo motivo la NBA ha detto che chi non vorrà prendere parte alla fase finale della stagione NBA può tirarsi indietro, sempre che lo notifichi entro il 25 giugno, così che le franchigie possano trovare alternative nel particolare mercato dei giocatori sostitutivi.

L’anello prodotto è prodotto da Oura, compagnia con base in Finlandia e a San Francisco, che sta lavorando con diverse università per combattere il coronavirus ed è disponibile all’acquisto alla cifra di 299 dollari.

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