Le ultime collaborazioni tra alta moda e streetwear dimostrano che il trend non è ancora finito

Articolo di

Ruben Di Bert

Anche se il primo caso si è verificato nel 2000 con il sample delle Reebok InstaPump Fury di Chanel, il fashion business cambiò per sempre da giugno 2017, quando Louis Vuitton e Supreme annunciarono la loro del tutto improbabile collaborazione. Da quel momento il legame tra alta moda e streetwear cominciò a non essere più così impensabile e quasi tutti i brand iniziarono a dar vita a un trend che metteva in discussione le regole più ferree che incatenavano le sofisticate passerelle.

Però si sa, il mondo della moda cambia in fretta e le tendenze che dominano una determinata stagione vanno poi a scemare, dando spazio a nuove idee. Era proprio questa l’impressione che c’eravamo fatti nell’ultimo periodo, ovvero di un incalzante ritorno al sartoriale che cominciava a ignorare look più sportivi.

Tutto questo potevamo affermarlo fino a qualche settimana fa, quando sul web sono stati pubblicati annunci che comunicavano collaborazioni piuttosto insolite.

Guardando leggermente indietro troviamo infatti l’unione tra Jean Paul Gaultier e Supreme, anche se il fulmine a ciel sereno è arrivato con il post che dichiarava un’imminente partnership tra adidas e Prada, così come la linea di PUMA e Balmain disegnata da Cara Delevigne, per poi proseguire con i rumors di Nike x Dior e della loro Air Jordan I da duemila euro, oltre alla collaborative collection tra la maison francese e Stüssy.

Questo dimostra quindi che ciò che poteva sembrare una tendenza temporanea sta probabilmente diventando un fattore immutabile, conseguenza di una cambiamento radicale all’interno dello scenario dell’abbigliamento. L’interesse reciproco dei due mondi si presenta infatti più naturale di quanto si possa pensare viste le attuali esigenze dell’uomo e dell’evoluzione del concetto di streetwear. Proprio su questo argomento è recentemente intervenuto Kim Jones, attuale direttore creativo di Dior Homme, esprimendo al pubblico come la definizione di streetwear sia ormai superflua.

“Indossi i vestiti per strada, quindi tutto è streetwear. Puoi mettere qualsiasi cosa che automaticamente diventa streetwear.”

Kim Jones, direttore creativo di Dior Homme

Un’altra componente impossibile da non considerare è l’importanza storica della sneaker culture, una vera e propria passione che accomuna molte persone alla ricerca di scarpe esclusive e che sarebbe sbagliato relegare solamente a determinate categorie. È per questo che anche le più prestigiose firme hanno iniziato a proporre modelli estremamente limitati e si sono avvicinate ad altre menti creative per entrare nel mondo degli sneakerhead, come il caso di Salehe Bembury, che dal team YEEZY è passato alla direzione del reparto sneakers di Versace.

Dal manifestarsi di un’eccezione si è passati quindi a considerare il legame tra alta moda e streetwear una regola, frutto del trascorrere del tempo e tuttora in evoluzione.

Voi siete d’accordo con questo pensiero?

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