“Harverd Dropout” è valso l’attesa durata quasi un anno?

Articolo di

Greta Scarselli

Dopo un’attesa lunga quasi un anno, “Harverd Dropout” è stato finalmente rilasciato.

Lil Pump annunciò la sua prima uscita il giorno del suo 18esimo compleanno, per poi inscenare lo smarrimento del progetto in un video in cui distrugge tutto ciò che lo circonda. La sua posticipazione è poi dovuta all’arresto e probabilmente anche ad un problema di intitolazione dell’album con lo stesso nome dell’Università statunitense.

La scelta del titolo, che Lil Pump non ha voluto abbandonare, proviene da un suo tweet risalente al 2017 in cui il rapper afferma di aver abbandonato Harvard per salvare il rap game. La soluzione adottata per evitare azioni legali da parte dell’Università è stata quella di cambiare una semplice lettera.

Molti dei brani presenti li avevamo già sentiti e tutti quanti hanno ricevuto un certo successo e riscontro, a partire da “Drug Addicts” con la partecipazione di Charlie Sheen, fino a “Butterfly Doors” che ha scatenato l’ira degli asiatici. Lil Pump ha voluto realizzare un album che facesse parlare, pieno di nomi importanti e di tentativi di banger relativamente riusciti.

Lil Uzi Vert, Lil Wayne, Quavo e Offset sono solo alcuni dei nomi che lo accompagnano nelle 16 tracce che compongono “Harverd Dropout“, mentre tra la produzione troviamo nientemeno che Ronny J, Diablo e Clark Kent, producer noto per il suo rapporto con Jay-Z e The Notorious B.I.G.

La lunga attesa sarà servita per avere un buon risultato? Ascoltate l’album qua sotto e fateci sapere cosa ne pensate.

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