Sneakers

I lacci stanno scomparendo dalle scarpe?

Articolo di

Andrea Mascia

Avete presente la spiacevole sensazione di avere la scarpa slacciata? Le stringhe che iniziano a sporcarsi, la ricerca di un muretto per poter poggiare il piede e riallacciarla. Inoltre, le infinite e perditempo ricerche online per cercare il miglior tipo di laccio fino a porsi la domanda “round o flat?”.

Il mondo del footwear sta cercando di eliminare i lacci, o quantomeno di portare sul mercato un’alternativa valida – e funzionale – al più antico sistema di allacciamento di calzature, che risale addirittura agli anni precedenti al Medioevo.

Che il mondo del footwear sia in continua evoluzione è ormai certo: è diventato quasi impensabile evitare di parlare di una via alternativa all’universo delle sneaker come le conoscono tutti, con slide e sabot che stanno vivendo un periodo estremamente roseo. Ne avevamo già parlato: nonostante altri tipi di calzature stiano emergendo, il mercato delle sneaker non cesserà all’improvviso, anzi, cercherà di trovare altre modalità che siano in grado di soddisfare un pubblico sempre più pretenzioso orientato al cozywear. L’orientamento al cozywear, però, appiattisce anche le differenze tra il termine scarpa e il termine ciabatta: si parlerà – probabilmente – esclusivamente di calzature. Menzionare il lavoro di Kanye è pressoché mainstream, grazie alla sua signature shoe “Foam Runner” che ha fatto da apripista alle sneaker 2.0. sfruttando la Injected EVA Foam, modalità di realizzazione delle stesse.

Ps: Ye ci aveva già annunciato che avrebbe voluto sovvertire il mondo delle sneakers.

Voglio rimuovere i lacci, ma abbiamo scarpe che ancora li utilizzano perché sono famose così, e le persone non le vogliono cambiare. Mi dispiace tutto questo. Mi sento come se Steve Jobs stesse cercando di rimuovere i tasti dal lato del prossimo iPhone.

Kanye West

Al di là di Kanye, anche altri brand e altre sneaker si stanno proponendo sul mercato con delle modifiche specifiche, come ad esempio la recentissima Prada America’s Cup in collaborazione con Cassius Hirst. La scarpa in questione si è presentata con un copri lacci, a dimostrazione di come pian piano le stringhe verranno omesse o quantomeno nascoste. Se però, molti brand stanno decidendo di non utilizzare più i lacci, vanno chiariti due aspetti fondamentali: il primo riguarda infiniti archivi di adidas, Nike, Reebok, Puma e Vans, mentre il secondo riguarda una dottrina di natura etica teorizzata durante la metà del diciannovesimo secolo. E tra i due c’è un’analogia.

Modelli d’archivio di Nike come Air Kukini (riproposto quest’anno), Sock Dart e Air Rift hanno per anni rappresentato una valida alternativa ai canonici lacci. Il copri lacci che abbiamo visto sulle Prada, è un sistema di occultazione di stringhe che proviene dal mondo dello sport presente nell’heritage di adidas, precisamente dal modello “Predator Mania”, lo scarpino caratterizzato da un dettaglio squadrato in pelle in grado di coprire i lacci, e che, stando ai leak, è pronto a debuttare nuovamente in una retro fedelissima all’originale. Vans con le Slip On, Reebok con le InstaPump e Puma col sistema di allacciamento conosciuto come “Disc System” sono state considerate per anni il fanalino di coda di un’offerta di mercato delle sneakers che disponeva già di una varietà lacci o strappi.

Oggi, un po’ a causa dei canoni estetici che hanno dato il via a nuove silhouette, un po’ per il cambiamento del mercato a causa della pandemia, i lacci – o meglio, l’allacciatura – sembra piano piano compiere una discesa verso il cimitero delle sneakers. Ma la domanda è: c’è una motivazione in grado di giustificare questa scia? La risposta la si può cercare in un concetto che affonda radici lontanissime, addirittura nel 1861, grazie alle figure degli economisti inglesi John Stuart Mill e Jeremy Bentham. I due hanno teorizzato una dottrina filosofica conosciuta come Utilitarismo, la quale verte su una teoria morale che si schiera a favore delle azioni che sono in grado di generare felicità e piacere, a discapito delle azioni che possono generare tristezza o dolore. Sostanzialmente – traslando l’Utilitarismo dal campo sociopolitico ed economico all’ambito delle sneakers – potendo scegliere tra una scarpa con i lacci e una senza, sceglieremmo quella senza, perché la praticità della stessa è in grado di donarci serenità. Ed è proprio collegandoci a questo che si può asserire che alcuni brand e designer stanno cercando di sostituire – o coprire – i lacci a un qualcosa di più utile (e utility), esattamente come ha fatto Sean Wotherspoon con la adidas Superturf, che ha debuttato con un tomaia caratterizzata da un taschino che evoca vibes da hiking. L’utilitarismo funziona così: se deve esserci l’aggiunta di un particolare, quel particolare deve avere un senso e un’utilità.

Chi ha vissuto il mondo delle community di Facebook e di Reddit, è consapevole di quanta gente abbia una vera e propria mania per i lacci. Soprattutto per quanto riguarda i patiti delle Jordan 1, quello dell’allacciatura è sempre stato un tasto dolente: stretta o larga fino all’ultimo occhiello? Ci sono sempre stati fumosi dibattiti tra gli appassionati, a cui Imran Potato sembra voler mettere fine con le sue nuove Chunky Old Skool, che si possono indossare anche senza allacciarle.

Infine, un altro motivo per cui si bramano calzature senza lacci è legato alla prediletta velocità che caratterizza la contemporaneità: di fronte a milioni di stimoli e di offerte del mercato si preferisce – spesso e volentieri – una scarpa senza lacci, facile da indossare e da togliere, e questo può accadere grazie anche alla diffusione di tecnologie come il 3D print. Proprio nelle ultime ore abbiamo potuto adocchiare le foto di una scarpa postata sull’account Instagram di Domenico Formichetti e di Gio Forbice, realizzata in un materiale simil gomma, con i lacci che sono “disegnati” in rilievo sulla tomaia. Formichetti ha lavorato a delle nuove colorazioni della scarpa in questione brandizzata Sicking Club, brand di Gio Forbice, che è a tutti gli effetti uno spin-off del suo brand For Bitches. Abbiamo una soglia dell’attenzione bassa e siamo svogliati: l’utilitarismo delle sneakers sta trionfando.