Living Tower: il divano di oltre due metri di Verner Panton

Articolo di

Alberto Bonazzi

Non è una novità parlare del connubio che il mondo della musica e, più in particolare quello internazionale della scena rap, ha visto nascere ormai da tempo con la sfera del design. Sono noti, infatti, numerosi casi in cui artisti che tutti ammiriamo, contraddistinti da uno spiccato gusto e da un’innata sensibilità estetica, hanno deciso di circondarsi di oggetti che, se a prima vista catturano l’attenzione, lasciano successivamente spazio al racconto della storia che li ha visti diventare delle vere e proprie icone del nostro tempo.

Frank Ocean prima con il postatissimo Dune Sofa (1970) di Pierre Paulin e poi con il letto Elledue (1970) progettato da Ettore Sottsass per la collezione Mobili Grigi. Oppure Pharrell che ha pubblicato sul suo profilo Instagram uno scatto che lo ritrae incredibilmente rilassato su un raro esemplare di Pool Modular Sofa (1970) di Luigi Colani. Alla lista si aggiunge anche il rapper statunitense Lil Yachty che nel tempo, sui suoi canali social, si è più volte mostrato in compagnia di un’altra seduta del tutto singolare e fuori dagli schemi.

Foto: Vitra

Il divano, se così possiamo definirlo, è chiamato Living Tower ed è un progetto realizzato nel 1969 da Verner Panton, designer danese che si è distinto nella seconda metà del Novecento per aver interpretano al meglio la transizione ai materiali plastici come nuova frontiera del design, sfruttando al massimo le potenzialità di materiali avanguardisti attraverso cui realizzare l’arredamento delle case del futuro. Celeberrima è la Panton Chair (1959/60), l’iconica seduta che tutti, almeno una volta nella nostra vita, abbiamo provato originale o finta che fosse. Con questo progetto, Verner Panton scrive nella storia del design un passaggio fondamentale, quello che vede riuscita la realizzazione della prima sedia monoscocca a sbalzo e che vi abbiamo ampiamente illustrato nell’articolo dedicato alla collaborazione tra Vitra e Supreme.

Foto: Vitra

Ma veniamo al divano. Come indica il nome, ci troviamo davanti a una torre alta più di tre metri e, per questo, non adatta a tutti gli ambienti domestici. Trascurando per un attimo la comodità di un oggetto che, posto all’interno di un’abitazione, ricopre prima di tutto un ruolo paragonabile a quello di una scultura piuttosto che di un comodo divano, possiamo apprezzare il frutto del virtuosismo con cui Panton ha affrontato il progetto, poiché la struttura consente di sedersi su ben 4 diversi livelli di altezza: proprio quell’aspetto su cui Lil Yachty scherza nel video TikTok che ha dedicato a questo pezzo unico nel suo genere. Parlando di materiali, la struttura interna è composta da un telaio in multistrato di betulla, mentre per il tessuto di rivestimento Vitra, l’azienda colosso del furniture che detiene la maggior parte dei diritti su Panton, mette attualmente a disposizione due varianti colore: blu scuro e rosso. Non che questo aspetto possa interessarci particolarmente, dato che il prezzo di listino per questo capolavoro oltrepassa i €17.000, una somma giustificata dalla sua eccezionalità e dal fatto che sia a tutti gli effetti un pezzo da collezione e non di consumo.

La Living Tower, però, oltre all’affascinante impatto visivo che può generare oggi agli occhi delle persone, è un arredo che porta con sé un messaggio ben preciso. Era la fine degli anni ’60 quando Panton ultimò il progetto e già da qualche anno il mondo del design aveva iniziato ad approfondire ed elaborare ricerche sulle nuove possibilità di fruizione degli spazi e su come gli arredi potessero influire nello stile di vita e nelle relazioni sociali. Ecco che, contemporaneamente a numerosi altri designer sparsi per il mondo (localizzati soprattutto in Italia), anche Panton tenta di lavorare sulle persone attraverso un oggetto. La Living Tower, infatti, sprona ad assumere posizioni non convenzionali e, allo stesso tempo, a riunire sotto un’unica struttura più individui contemporaneamente: così Panton promuove una rinnovata socialità da consumarsi “sbottonati” in un contesto del tutto informale e senza regole.

Questo progetto, poi, sarà la base di partenza per una delle installazioni più sensazionali mai realizzate negli anni a seguire. Nel 1970, infatti, a Panton venne commissionato Visiona 2, un vero e proprio manifesto tridimensionale, attraverso cui mostrare la nuova frontiera dell’abitare maturata in anni di profondi cambiamenti sociali ed economici. Il designer danese progetta una serie di ambienti che mostrano un modo completamente nuovo di approcciarsi allo spazio. La sezione più iconica di Visiona 2 fu proprio quella di derivazione dalla Living Tower, all’interno della quale Panton diede vita a una caverna di onde morbide su cui ogni posizione era lecita: sedersi, sdraiarsi a testa in giù, accovacciarsi o distendersi.

Passanti una cinquantina di anni, questo divano continua ad affascinare, mostrandosi ancora portatore di un immaginario futuristico e di rottura verso le convenzioni. Oltre a ciò, la stazza non trascurabile, i colori pop e le curve sinuose, fanno sì che questo pezzo continui a girare sotto i nostri occhi. A dimostrarcelo con esuberanza e creatività è stato sicuramente, come già accennato, Lil Yachty, che lo ha personalmente acquistato per inserirlo all’interno della sua collezione, ma non è di certo un caso isolato. La Living Tower, per esempio, la vediamo ritratta in una versione arancione nella cover di “Apollo XXI”, album di Steve Lacy rilasciato nel 2019.