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Louis Vuitton chiude il tour della collezione primavera/estate 2021 con una sfilata a Tokyo

Articolo di

Ruben Di Bert

Il world tour di Louis Vuitton è giunto alla fine. Si è concluso a Tokyo il tanto discusso viaggio che ha permesso alla maison di presentare la collezione primavera/estate 2021 nonostante le incertezze causate dal coronavirus.

L’innovativa formula scelta dal direttore creativo Virgil Abloh, che è partita da Parigi con la diffusione di un cortometraggio ed è proseguita con una tappa a Shanghai, è approdata nella capitale giapponese con una sfilata in piena regola.

Il fondatore di Off-White ha nuovamente colto l’occasione per difendersi dalle accuse di plagio da parte di Walter Van Beirendonck, allegando al défilé un lunghissimo comunicato stampa che funge da vero e proprio manifesto. Il designer ha infatti spiegato come le creazioni che abbiamo visto in passerella siano strettamente legate alla sua vita personale e all’heritage del brand francese. È stato infatti mentre lo stilista si ritrovava a fare compere per le sue figlie in un negozio di giocattoli, che gli è apparso il lampo di genio e ha scelto di realizzare quei stravaganti pupazzi presenti nei vari capi d’abbigliamento. Inoltre, come riportato da un breve video pubblicato su Instagram, tali creature rappresentano un omaggio all’iconico orsetto nato dalla mente di Marc Jacobs nel 2005. Non mancano poi numerosi riferimenti alla cultura africana e alle radici ghanesi dello stilista, che possiamo facilmente notare nei maglioni a bandiera.

È così che tra un enorme gonfiabile e l’altro, i modelli sfoggiano abiti sartoriali in chiave contemporanea, caratterizzati da pattern psichedelici, innumerevoli rivisitazioni del monogram LV e una particolare attenzione per la sostenibilità, tema fondamentale di questa stagione.

Chissà come l’avrà presa il membro dei famigerati Antwerp Six.