Il rebrand dei Los Angeles Rams è alquanto discutibile

Articolo di

Claudio Pavesi

La NFL è in pieno restyling. I Los Angeles Rams sono l’ultima squadra dell’anno a cambiare abito ma in questo caso il risultato è quantomeno discutibile per diversi motivi.

Fino al 3 febbraio 2019 i Rams erano la franchigia più chiacchierata della NFL. Appena arrivati da St. Louis nel secondo più grande mercato d’America, avevano raggiunto il Super Bowl, poi perso, con un gruppo giovane ed entusiasmante, guidato dal metodico Jared Goff, l’elettrizzante Todd Gurley e difensivamente capitanato dal dirompente Aaron Donald. L’orchestra era coordinata dall’altrettanto giovane mente geniale del coach Sean McVay.

Ora la situazione è completamente diversa. i Rams vengono da una stagione deludente, seppur da 9 vittorie, che non ha portato ai Playoffs. Le notizie più negative sono però arrivate a fine stagione. Il nuovo costosissimo stadio sembra ancora lontano dal completamento, i blocchi dei lavori causati dal coronavirus infatti rischiano di far trovare uno stadio incompleto per l’inizio della prossima stagione. Inoltre, i Rams sembrano non passarsela bene economicamente. I coach non sono stati inviati al NFL Combine di Indianapolis per risparmiare, nel mentre la franchigia si ritrova in una causa legale con l’ex linebacker Clay Matthews, a cui spetterebbero ancora 2 milioni di dollari del contratto da poco terminato. L’ex compagno Gurley ha dato manforte a Matthews sui social media, dicendo che anche lui sta aspettando pagamenti arretrati dalla squadra.

Lo stesso Gurley è passato in breve tempo da possibile MVP della NFL a talentuoso elemento della squadra, troppo stesso fermo per problemi alle ginocchia. I Rams non hanno trovato interesse sul mercato e lo hanno quindi rilasciato, permettendogli di firmare con gli Atlanta Falcons. Una situazione fantascientifica anche solo otto mesi fa.

In una situazione già di per sé non facile, i Rams cominciano un importante rebrand estetico insieme ad altre sei squadre. La NFL decide di lasciarli per ultimi, come ciliegina sulla torta. Non un’ottima idea. Come detto, gli ultimi mesi hanno cambiato tutto, soprattutto per queste sette squadre coinvolte. Gli Indianapolis Colts e i Cleveland Browns si sono resi protagonisti di variazioni piuttosto minimali, mentre i New England Patriots hanno seguito lo stesso percorso, solo leggermente più esteso. I Tampa Bay Buccaneers, sono diventati uno dei pesci più grossi dell’oceano NFL grazie alla firma di Tom Brady e Rob Gronkowski, e hanno compiuto un rebrand meraviglioso, tanto quanto quello dei Los Angeles Chargers, vicini di casa dei Rams. In questo oceano di hype, i Rams hanno finito per essere la squadra ad averne meno.

Tutte le squadre hanno guardato al passato, a uno stile vintage e classico, tranne due: gli Atlanta Falcons e i Los Angeles Rams. I Falcons però hanno cambiato solo le divise, i Rams hanno portato avanti un rebrand totale, dal casco alle maglie, dal logo al lettering. Non a caso, il rinnovamento è cominciato dalla completa eliminazione del precedente feed sui social network, come a dire che la nuova vita della franchigia sarebbe ripartita da zero.

La ricostruzione dell’immagine dei Rams è partita dal logo. Non solo è stato inserito il lettering in un logo precedentemente solo grafico, ma anche l’immagine dell’ariete è stata cambiata. La modifica del corno e soprattutto del volto dell’ariete ha portato a diverse lamentele da parte dei tifosi e di alcune leggende della franchigia come Eric Dickerson, secondo il quale il volto dell’animale ricorderebbe una forma fallica.

Sia il logo che le maglie, come accennato, puntano a un trend inverso rispetto a quello comune in NFL, ovvero uno stile futuristico. Le nuove corna e il nuovo font infatti non hanno accenni al passato, concetto che molto si stacca dai rebrand delle altre franchigie, così come si tratta di un netto distaccamento dalle ultime maglie dei Rams stessi, il cui look era esattamente quello utilizzato da fine anni ’70 a fine ’90.

I colori molto accesi si ispirano alla sabbia e al mare di Los Angeles, ma è il design a dare maggiori perplessità. In primis, manca una terza divisa, che tutti si aspettavano essere di colore giallo. Impossibile negare che un valore estetico importante lo dia il gradiente sul numero della maglia blu, il passaggio sfumato dal giallo al bianco. Un tocco che non ha mai avuto successo in NFL. Il vecchio casco dei Jacksonville Jaguars è infatti solo un brutto ricordo, fortunatamente.

Il corno in versione evoluta è rappresentato anche sulle maniche, come da tradizione, e nella maglia bianca si incrocia col blu del numero. Forse il dettaglio migliore di entrambe le maglie.

Un altro elemento inaspettato della maglia è la patch sul petto, a sinistra. Questa riporta il nome della squadra, un elemento decisamente non comune in NFL. Solo i Jets possedevano qualcosa di simile fino a due anni fa, e ora i Jaguars, ma in questi casi parliamo del logo della squadra, non del nome scritto per esteso. La scelta è quantomeno peculiare e discutibile, ma almeno la cucitura parziale a vista movimenta un po’ il look di quello che altrimenti sembrerebbe il cartellino col nome di un impiegato postale o di un supermercato. Che la NFL voglia iniziare ad abituare l’occhio dei tifosi alle patch in attesa dell’ingresso degli sponsor sulle maglie, come in NBA? Niente di certo in merito.

Il rebrand dei Rams è ovviamente molto ampio. Al logo e alle maglie è seguito un cambio di stile anche di sito ufficiale e app. Dal punto di vista digital, il lavoro dei Rams è decisamente più solido, grazie a una landing page dedicata alle nuove maglie, un’app molto ben riuscita, dei video belli e fantasiosi (specie quello integrato a Madden, il videogioco) e ottimi filtri snapchat, con modelli 3D dei giocatori.

Grazie al digital, i Rams hanno salvato una situazione pericolosa. Avere una maglia non amata dal pubblico in un mercato come Los Angeles, piazza ora condivisa con una squadra come i Chargers, le cui maglie sono un best seller costante, non è mai cosa buona.

Per le regole della NFL, una squadra può cambiare design al massimo una volta ogni cinque anni. Di recente abbiamo visto tentativi dal look futuristico (Jacksonville e Cleveland) scartati nel tempo minimo. Nel caso il mercato dei Rams andasse male, ci ritroviamo qui per una nuova release a maggio 2025.

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